mercoledì 20 maggio 2020

“Country selection” usando la normativa fiscale

Il database di OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) offre informazioni comparative sulla tassazione delle aziende nei paesi membri.

Il combined statutory corporate income tax rate (CIT) è il tasso marginale pagato su una unità aggiuntiva di reddito (in assenza di altre disposizioni o regimi speciali nella normativa fiscale): nel 2018 è variato tra un minimo di 9% in Ungheria ed un massimo di 34% in Francia.


Vediamo alcuni esempi.

Canada: l’intera descrizione occupa due linee ed è la media ponderata delle tassazioni a livello provinciale. Chiara, facile da capire e tutti sono felici.

Corea del Sud: di nuovo, due sole linee ed una singola tassazione marginale (bonus: è anche recente)
Norvegia: ancora meglio, una sola frase ed è la stessa dei redditi personali.
Germania: viene applicata una formula trasparente (tasso base per moltiplicatore meno deduzioni) che è uguale per tutti. Purtroppo, in maniera molto teutonica, il moltiplicatore cambia ogni anno e ha dodici decimali.
Svizzera: stessa origine della Germania, la formula è più complicata perché include sia la tassazione sul capitale che sui profitti, con la prima che è deducibile dalla seconda. Anche il moltiplicatore è più complesso in quanto include anche la chiesa, ma tutto sommato comprensibile.
Lussemburgo: la notizia è che si paghino le tasse, ma tranquilli: sono molto basse.
Olanda: è tutta una riduzione!
US: un solo tasso marginale a livello centrale (ridotto sensibilmente dal 2018), complicato solo dalle addizionali di ogni stato.
Turchia: la regola sarebbe anche semplice, ma il presidente può ridurvela se gli state simpatici.
Francia: come loro abitudine, le definizioni sono in francese: ci sono dozzine di sovrattasse, tasse temporanee e contributi addizionali, senza scordare i tributi locali (Contribution économique territoriale) e di solidarietà (Contribution de Sociale de Solidarité sur les Sociétés). Abbondano i livelli ai quali si applica una determinata percentuale ed il proprio status fiscale è molto importante.
Portogallo: deve esserci un modo per capire come calcolare il valore finale, ma non è certo scritto qui.
Grecia: ci sono riferimenti a svariati codici, è difficile capire quale versione si applichi in un determinato momento perché tutti modificano e rimpiazzano un altro codice in maniera circolare e kafkiana. Ma soprattutto: non ci sono regole, solo eccezioni.
Ed infine, Italia: i maestri, inarrivabili per qualsiasi altra nazione. Le regole occupano 7 pagine, praticamente come tutti gli altri paesi messi assieme. Ci sono regole speciali, percentuali e riduzioni per regione, dimensione, settore ed età. Ci sono formule e calcoli su valori ipotetici e la differenza tra calcoli ipotetici, con le percentuali applicate che vanno da 2,68% a 58,14%. 

1 commento:

  1. Molto interessante questa tabella. Riguardo all’Italia, direi che è importante sottolineare come dal 2000 ad oggi siano scese le tasse sulle aziende. Nel mentre sulle persone fisiche direi che sono aumentate...

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