martedì 4 agosto 2020

Il futuro è nel P2P! (parte II)

Una delle conseguenze più dirette del Covid-19 è stata l’accelerazione della digitalizzazione di molti settori economici. Ci si sarebbe aspettato un beneficio anche per le challenger banks, che si caratterizzano proprio per velocità, innovazione e distribuzione digitale.

Eppure, sembra che per loro la tendenza sia stata di un rallentamento, con una diminuzione dei download delle loro app nel mese di marzo. Questo è anche comprensibile: in questi mesi le persone hanno altro a cui pensare che non aprire un nuovo conto in una banca online. [Nota: non ho trovato dati per i mesi più recenti, o per il mercato italiano: se qualcuno li avesse potrebbe condividerli?]

giovedì 30 luglio 2020

Il futuro è nel P2P!

Vi ricordate quando il P2P lending avrebbe rimpiazzato quei dinosauri delle banche tradizionali?
OnDeck (ONDK US), 6 anni dopo la quotazione che l’ha vista arrivare ad una capitalizzazione di quasi $1,9 miliardi ($28/azione), è stata venduta ieri per $90 milioni ($1,4/azione). LendingClub (LC US) è ugualmente sotto di 95% rispetto al prezzo dell’IPO. In maniera simile, in UK RateSetter dovrebbe essere venduta a Metro Bank per £25-£50 milioni.

E per quanto riguarda gli interessanti rendimenti potenziali per gli investitori retail? LendingClub offre un’analisi molto dettagliata: dall’inizio dell’attività nel 2007, il tasso d’interesse medio per i suoi migliori clienti (classe A) è stato di oltre 7%, ma il rendimento netto annualizzato per gli investitori di solo 5%. Per i peggiori (classi F e G), il tasso medio di 26% si è tradotto in un rendimento di appena 3,6%... Per le classi da E a G gli NPL sono tra 20% e 30%: e questo non include ancora i risultati del secondo trimestre del 2020!

venerdì 3 luglio 2020

Performance portafoglio primo semestre 2020: “Apocalypse Now”

Definire il 2020 fino ad oggi un disastro è un eufemismo: il portafoglio ha registrato nei primi 6 mesi un bel -25% rispetto a -12% per il benchmark. [Ricordo che il rendimento dell’indice è gross return, ovvero include il reinvestimento dei dividendi al massimo livello possibile per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, mentre il portafoglio include sia la tassazione su dividendi (che non sono reinvestiti ma si accumulano in liquidità) che sui capital gains.]

Non un singolo titolo è in positivo, il migliore (Bakkafrost) ha perso -7% in valuta locale: l’esposizione valutaria ha sottratto qualcosa al rendimento (EUR si è apprezzato in particolare rispetto a NOK e GBP), ma non è certo questo che ha determinato la performance mediocre.

giovedì 18 giugno 2020

Banche italiane e Covid-19

Guardando i risultati recenti, sembrerebbe che le principali banche italiane non siano molto preoccupate dal lockdown e che sia “business as usual”. Questo è infatti il loro costo del rischio - ovvero gli accantonamenti per perdite sul totale dei prestiti concessi - previsto per il 2020 (tutti i numeri sono presi dalle rispettive presentazioni per Q1 2020):
  • Credem: 24 bps
  • UBI Banca: 73 bps
  • Credito Valtellinese: 77 bps
  • Banco BPM: 79 bps (“fisiologico ex-Covid” 53 bps)
  • Monte dei Paschi: 83 bps (60 bps per la componente “ordinaria”)
  • Mediobanca: 85 bps
  • Intesa: 90 bps per 2020, 70 bps per 2021
  • Unicredit: 100-120 bps per 2020 (che scendono a 70-90 bps per 2021)
  • BPER: 110 bps

martedì 16 giugno 2020

Qualcuno ha detto mercati efficienti? (parte III)

Non credevo che questo diventasse una serie, ma ogni giorno c’è una notizia interessante: quella di ieri è che United Airlines ha ottenuto un prestito di $5 miliardi mettendo a garanzia il suo programma miglia.

Tutto bene, i mercati finanziari sono famosi per trovare soluzioni fantasiose a problemi complessi, finché non ti accorgi che i programmi fedeltà di aerolinee, hotel, supermercati, … non sono assets che l’azienda possiede, bensì una passività, qualcosa che deve ai suoi clienti.
L’idea che i programmi fedeltà siano un hidden asset si ritrova spesso nelle valutazioni di queste aziende (per UAL sarebbe addirittura $20 miliardi): il valore deriverebbe dalla promessa implicita da parte dei clienti di spese future (quindi un asset intangibile), oltre ai dati dei clienti stessi. Dall’annuncio di UAL:
“Prior to the closing of the proposed MileagePlus Financing, United and MPH will contribute to MIPA their respective rights to certain MileagePlus intellectual property, including brands and member data.

Altre aerolinee come American Airlines hanno invece emesso junk bonds usando come collateral attività più tangibili come gli slot in alcuni aeroporti.