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mercoledì 28 dicembre 2022

(Ig)Nobel Financial Awards 2022

So che questo blog è stato molto trascurato (le analisi sono da qualche mese su Substack: mrmarketmiscalculates.substack.com), ma non potevo rinunciare alla tradizione di fine anno degli IgNobel Financial Awards!

Come sempre, ricordo che non sono assegnati per la performance in sé, bensì con lo spirito di “first make people laugh, and then make them think”. Qui potete trovare i vincitori dello scorso anno ed il link a tutte le edizioni precedenti.

In particolare, una delle considerazioni dello scorso anno si è rivelata esatta (purtroppo o per fortuna dipende dal vostro punto di vista):
“Quest’anno ha visto, oltre all’emergere delle meme stocks (GME, AMC, …), soprattutto una vera e propria esplosione di ciarlatani, un tratto caratteristico dei mercati rialzisti prolungati prima del top.

lunedì 18 maggio 2020

JPM liquida gli ETF alternativi

La scorsa settimana JP Morgan Asset Management ha annunciato la prossima liquidazione di tutta la sua gamma di ETF alternativi in US: non ho trovato notizie relative agli equivalenti ETF quotati in Europa ed in Italia, ma presumo che subiranno la stessa sorte.

Come mai questa decisione, dopo che negli ultimi anni questi ETF erano stati proposti con molta fanfara? Sono troppo complessi (ovvero troppo lontani dal semplice beta richiesto da molti consulenti) per i clienti retail?


venerdì 13 marzo 2020

Altre considerazioni sparse: liquidità nel mercato obbligazionario

Domanda: cosa succede quando il mercato high yield deve assorbire circa $600 miliardi di bond nel settore energetico che hanno stanno per vedersi tagliato il rating corrente di BBB, ed allo stesso tempo deve ancora digerire i downgrade recenti di aziende come Kraft Heinz, Macy e prossimamente Boeing?

La risposta è semplice: scompare la liquidità proprio quando molti sono costretti a vendere, ad esempio molti fondi pensione per limitazioni sul rating dei bond che possono detenere.


venerdì 22 gennaio 2016

Variabili non-predittive (parte II): beta game

“È proprio così, per ogni trend, per ogni mercato al rialzo, c’è l’ETF giusto, anzi il più delle volte c’è l’imbarazzo della scelta. Tra replica fisica e replica sintetica, tra accumulazione e distribuzione dei dividendi, tra cambio coperto (su base giornaliera o mensile) e aperto, ed in taluni casi con o senza leva, e con strategia smart beta al posto del classico approccio market cap.”

Iniziava così l’editoriale di qualche mese fa di un magazine specializzato in ETF, un'industria che è cresciuta in maniera esponenziale: quelli disponibili su Borsa Italiana sono oggi oltre 700, tutti presentati per offrire una specifica, e spesso esotica, esposizione ad un determinato segmento del mercato.

lunedì 18 gennaio 2016

Variabili non-predittive, e perché anche la divinazione perfetta non aiuta

Tesi: la maggior parte delle variabili macroeconomiche considerate un elemento essenziale nei modelli di valutazione (crescita del PIL, livello di occupazione, tassi d’interesse, prezzo del petrolio) portano spesso a scelte sbagliate e detraggono, anziché aggiungere, dalla performance del portafoglio.

lunedì 29 giugno 2015

È l’ora di dire addio alle strategie attive? (parte II)

Una delle conclusioni del post precedente era: “[…] In questa situazione, le buone strategie attive dovrebbero ribaltare la classifica degli ultimi anni (ma occorre saper distinguere i gestori veramente attivi dai closet indexers).” Come si riconosce quindi una buona strategia attiva?

Come già detto, il dibattito va avanti da anni: nonostante migliaia di dati e l’utilizzo di sofisticate tecniche statistiche, le conclusioni sono spesso discordanti. Questo è prevedibile, poiché questi studi usano differenti fonti per i dati, differenti periodi per l’analisi e differenti metodologie, senza ovviamente dimenticare che sono soggette ai normali bias della mente umana.  

giovedì 25 giugno 2015

È l’ora di dire addio alle strategie attive?

Le discussioni se siano migliori le strategie attive o quelle passive sono vecchie ormai di oltre 30 anni, da quando negli anni 1970 furono introdotti i primi fondi passivi. E mai come oggi le gestioni attive sembrano essere sotto assedio: sono infatti numerosi gli studi che dimostrano come oltre 80% dei fondi comuni abbia ogni anno una performance peggiore del benchmark di riferimento, e questo succede da anni.

lunedì 16 dicembre 2013

Le inefficienze dei mercati efficienti



Devo confessare che non sono un avido lettore dei working papers accademici: anche per i report azionari preferisco quelli nei quali le 4/5 cose essenziali riguardo l’investimento vengono presentate in maniera chiara ed immediata rispetto a qualcosa che è più rigoroso ma richiede lunghe pagine di formule complicate per spiegare le conclusioni.

lunedì 2 settembre 2013

Il paradosso dei mercati efficienti



I prodotti finanziari che hanno avuto maggior successo negli ultimi anni sono stati sicuramente gli investimenti passivi e gli ETF. Molti sostengono, non senza ragione, che gli ETF hanno avvicinato gli investitori, soprattutto quelli retail, a mercati e strategie che prima non erano accessibili. Negli US, stime di Morningstar indicano che la percentuale di attività gestite in modo passivo è passata da 11% nel 2003 ad oltre 26% nel 2012. Anche gli investitori istituzionali fanno sempre più uso di questi strumenti, ad esempio in un approccio di tipo “core-satellite”.

giovedì 22 agosto 2013

Investire in agricoltura (I)



Gli investimenti in agricoltura hanno cominciato ad avere maggiore attenzione anche da parte degli investitori retail. Uno dei motivi principali è che vengono considerati una buona asset class per proteggersi dall’inflazione, anche se occorre ricordare che il primo canale di trasmissione dell’inflazione alle attività reali - attraverso i bilanci delle banche - è il settore immobiliare, seguito a sua volta dalle risorse naturali ed infine dall’agricoltura. Un altro motivo, utilizzato soprattutto da chi vuole spingere i propri prodotti, è la (potenziale, possibile) diversificazione dai tradizionali investimenti in obbligazioni ed azioni.