lunedì 2 marzo 2020

Help wanted!

Un appello a tutti i lettori del blog per consigliare azioni che ritenete interessanti, principalmente di due tipologie: 1) buone aziende ma ignorate dal mercato; 2) aziende che sono diventate più attraenti nelle ultime due settimane.

La mia preferenza rimane per small/mid-cap europee (inclusi UK, Svizzera, paesi nordici ed altre nazioni ex-euro), rispetto ad US dove non ho molti vantaggi competitivi. Ed a meno che non ricadano nella categoria 1) qui sopra, di classici quality compounder ce ne sono molti, ma oggi o sono (ancora) costosi (giusto per fare un esempio: Technogym TGYM:IM) oppure hanno un prezzo allettante per problemi probabilmente temporanei ma sono comunque ben conosciute (esempi: Brembo BRE:IM e IMA IMA:IM).



Ci sono poi quelle aziende che sono cheap for a reason (Bang & Olufsen BO:DC, Intu Properties INTU:LN):  l’idea che value investing funzioni bene quando finisce l’euforia e c’è mean-reversion non è automatica, soprattutto nell’economia “digitale” quando si ha un’erosione del valore terminale del business: si compra qualcosa per 50 centesimi perché si ritiene valga €1, solo per scoprire tra qualche tempo che in realtà vale 25 centesimi.


Quindi non necessariamente investimenti value dove questo è inteso in senso molto stretto come bassi multipli, ma come sempre non sono molto attratto da tesi del tipo: “i robot conquisteranno il mondo, compra ABC che fa intelligenza artificiale”, o “mi attendo che gli utili di XYZ il prossimo mese saranno €0,51 mentre l’anno scorso erano €0,48, quindi compra”.

Alcuni esempi di categorie/aziende che, per svariati motivi, mi sembrano da approfondire (non tutte perché il prezzo è crollato a febbraio):

  • Settori dei trasporti/shipping e turistico, quelli più direttamente impattati dal virus: Signature Aviation SIG:LN, Wizz Air WIZZ:LN, RyanAir RYA:ID, Melia Hotels MEL:SM, NH Hotel Group NHH:SM 
  • Busted IPO: Aston Martin AML:LN 
  • Decenti ma in settori con problemi secolari, i classici cigar-butts: Character Group CCT:LN 
  • A buon mercato perché in settori non trendy: Derichebourg DBG:FP, Holland Colours HOLCO:NA, Origin Enterprises OGN:ID, Aquafil ECNL:IM 
  • Aziende con elevate attese di crescita che hanno però incontrato un rallentamento (temporaneo?): Fevertree FEVR:LN, B&M European Value Retail BME:LN, Ontex ONTEX:BB, JCDecaux DEC:FP  
  • Aziende in trasformazione e/o ristrutturazione (più o meno forzata): Italmobiliare ITM:IM, Codere CDR:SM, TKH Group TWEKA:NA, De La Rue DLAR:LN, Intralot INLOT:GA 
Altre due categorie alle quali sto guardando con l’idea di sfruttare future dislocazioni:
  1. Fondi chiusi obbligazionari a sconto sul NAV: nonostante in genere “credit leads equity” in un downturn, al momento l'obbligazionario non ha ancora sofferto come l’azionario, ma saranno proprio i titoli credit (di diverse tipologie) a soffrire maggiormente se ci sarà una recessione. Probabilmente il segmento nel quale ci saranno le opportunità di medio periodo più interessanti.
  2. Banche di frontiera: presentano ancora buone combinazioni di “value + quality”, ma ho bisogno di capire meglio le economie sottostanti
Questi sono solo alcuni esempi: ogni altro suggerimento, meglio se accompagnato dalla tesi sul perché sia un buon investimento, è benvenuto.

20 commenti:

  1. ECNL Aquafil la condivido; è un'azienda con una quota crescente del fatturato ricavata da materiale (Econyl) che sposa perfettamente le tesi dell'economia circolare (Nylon riciclato ricavato da reti da pesca e materiali simili) e che non riesco a capire perché il mkt non valorizza. Obiettivamente negli ultimi mesi la dinamica di fatturato e utile è stata deludente, ma spero sia già inclusa nei prezzi.

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    1. Devo aggiornare i dati del 2019 ma l'andamento di fatturato ed utili dalla quotazione mi sembra buono. Sicuramente ne sai più di me, quindi dettaglia pure la tua tesi.

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    2. La mia tesi è naif…
      La società fa il 73% dei ricavi con tappeti sintetici per uffici, case e automotive; circa il 18% con fibre tessili per tessuti tecnici; il resto polimeri ad uso industriale.
      Il caprolattame (materiale di partenza da cui si produce il nylon) è un derivato del petrolio; Econyl invece viene ricavato da reti da pesca, tappeti usati e rispetta in pieno i principi dell’economia circolare. Econyl pesa circa il 37% del fatturato ed è usato da molte società del settore abbigliamento di lusso e tecnico sportivo. Negli ultimi due anni ha avuto un CAGR del 14%.
      Questo è l’aspetto che mi piace del titolo e che mi ha convinto… e fregato finora… sono stato naif perché credevo il mercato avrebbe dato una valutazione a premio a un titolo che rispetta in pieno i criteri ESG, green e chi più ne ha più ne metta.
      Come vedi la mia tesi è stata superficiale… inoltre ho letto i vari report degli analisti che descrivevano come temporanea la discesa di marginalità per via di alcune riorganizzazioni logistiche temporanee e un’acquisizione negli USA.
      Il 13 marzo c’è l’approvazione del bilancio 2019. Vediamo che dicono…

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    3. La riduzione temporanea dei margini mi interessa molto, anzi è spesso il cuore di una tesi rialzista. Al premio per rispettare i criteri ESG invece do poco peso: la mia opinione personale è che 99% di fondi ESG e criteri di selezione sono fuffa.

      Decisamente un'azienda da approfondire, comunque: grazie ancora.

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  2. Luca Sartini3 marzo 2020 11:34

    Ciao a tutti
    riprovo con un idea che scrissi in commento un paio di anni fa.

    Cover 50 (quotata su AIM Italia) - Marchio Pantaloni Torino
    business solido, prodotto di gamma, riuscite le politiche di internazionalizzazione (USA in primis), fondamentali ottimi, zero debito finanziario, 12M di PFN positiva, buon management, dividendo continuo (5% yield).
    Oggi tratta con un multiplo dell'EBITDA inferiore a 5x considerando la PFN positiva nel calcolo del valore.
    Impatto del coronavirus credo temporaneo.

    Che ne pensate?

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    1. Anche su questa devo aggiornami: tutto vero quello che dici, ma non mi sembra ci siano grandi opportunità di crescita e soprattutto di espansione dei margini. E' a buon mercato, ma non vorrei che fosse proprio uno di quei casi dove il valore terminale del business tra 5 anni si è ridotto della metà (alta gamma non è, di per sè, un moat).

      Comunque grazie

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  3. Di simile a Brembo mi viene in mente Aumann AG

    Settore trasporti / turismo
    Di americano Sabre (peccato per il debito) e Hersha Hospitality (HT); Amadeus e Aena le seguo da tempo.
    Di Melia ho dubbi sul fatto che gli Escarrer abbiano interesse a valorizzare i hidden asset; una situazione statica senza catalyst è un potenziale lato negativo delle gestioni familiari.

    Varie:
    Publicis (FCF yield più del 10%; cons: settore e storia di acquisizioni del gruppo)
    Bloomsbury publishing (caretta, il mio dubbio principale: quanto dipende da Harry Potter?)
    Moex - la Moskovskaya Birzha acquistabile sul... Moex su IB; settore con moat, mix di multipli ragionevoli e buoni dati macro russi.
    Brødrene Hartmann e Smurfit Kappa nel packaging.

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    1. Aumann in effetti non la conoscevo, grazie mille. Amadeus è buona ma non a buon mercato. Aena invece spunta fuori regolarmente ma mi dimentico sempre di analizzarla…

      Grazie per l’osservazione su Melia: è assolutamente corretto, non sono così addentro la famiglia Escarrer quindi il tuo commento è molto utile.

      Publicis / WPP ed ancora meglio Omnicom hanno effettivamente rendimenti e prezzi allettanti, ma bisogna capire se il rallentamento nel business – soppiantato in gran parte da Google e Facebook – sia temporaneo o secolare. Nel secondo caso, di nuovo è un business il cui valore terminale declina sempre più nel tempo.

      Moex cos’è, il gestore dello stock exchange russo? Gli exchanges sono ottimi business, anche se quello russo non mi sembra il migliore sul quale puntare. Potrebbe fare da aggregatore? Di chi, visto che gli altri europei sono più grandi? Potrebbe essere acquistato? Difficile che i russi cedano il controllo ad altri. E le opportunità di crescita organiche mi sembrano ridotte.

      Smurfit la conoscevo, Brødrene Hartmann no: il packaging come settore non mi fa impazzire, ma se hanno poco debito posso considerarle.

      Di nuovo, grazie per i suggerimenti: è proprio per questo che il blog è utile, almeno per me e spero anche per altri.

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  4. Post molto interessante, come osservazione iniziale direi che per ora è solo una correzione dai massimi assoluti per gli indici usa, dunque di cose a buon mercato non ce ne sono ancora così tante, e magari alcune sono value trap ( hai visto sesg in questi gioni?)
    Un’ azienda che pare poco costosa rispetto ai peer ed in un settore che dovrebbe essere in espansione è American Express. Cosa ne pensi? Rispetto a visa e MasterCard, e anche a nexi sembra molto meno cara, eppure prevede tassi di crescita del 8% annuo.... non capisco dove stia l’inghippo.

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    1. SES ed ETL non le ho più seguite attentamente dopo il mio post del 2017: ogni tanto vanno su e giu' sulla possibilità di utilizzare il loro spettro per molte più cose di quelle attuali. Complessivamente non mi sembrano business eccellenti, ma al giusto prezzo potrebbero essere interessanti.

      Ad AXP ho sempre preferito V/MA per il modello di business: non so giudicare i tassi di crescita attesi, forse il mercato prezza il fatto che AXP si assume il rischio di credito dei suoi clienti (V e MA no) e che con il rallentamento de ciclo economico/recessione questi costi aumenteranno.

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  5. ho una piccola posizione in Emak (EM:IM), azienda familiare micro-cap, diversificata per segmenti di prodotto, quote di mercato geografiche e discrestamente ben gestita.
    Non ne so nulla di più di quanto ufficializzato in bilanci e presentazioni, però. Semplicemente sogno un mld di cinesi tutti col loro bel tosaerba o idropulitrice per l'auto.

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    1. Emak l'avevo guardata anni fa come possibile special situation (se non ricordo male c'erano di mezzo uno o più acquisizioni?): ho ricontrallato adesso ed il prezzo è praticamente lo stesso di quando l'analizzai la prima volta!

      I suoi prodotti sono di alta gamma, cioè il meglio del meglio in fatto di tosaerba? Se no, chi sono i concorrenti? Credo che in Cina se ci sarà il boom di questi prodotti sarà di bassa qualità cinese, mentre quelli di buona qualità saranno (credo) tedeschi: il Made in Italy funziona per molte cose ma non penso per questi articoli.

      Opinione molto generica, eh.

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  6. Ciao,

    Dopo oltre 50 ore di analisi approfondita dell'azienda, su cui ho scritto un intero documento, ritengo fortemente sottovalutata l'azienda Ambienthesis S.p.A., quotata sul MTA segmento Small Cap.
    Per email ti ho mandato l'analisi dell'azienda.

    Ciao,
    Fabio

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  7. Ciao,

    un'azienda che sicuramente già conosci: Datalogic. Non ha un P/E basso, ma ha dimostrato consistenza e resilienza nella crescita degli utili a cui secondo me bisogna dare un certo peso, ha una forte posizione competitiva (switching costs?), alto ROE e vende prodotti che sembrano godere di una crescita strutturale; solo parzialmente ciclica.

    Un'altra più deep value (o forse value trap, difficile distinguere le due categorie): Indel B. Produce mini frigo per camion, hotel, crociere. Al momento l'azienda attraversa un periodo difficile perché gli ordini di camion negli Stati Uniti sono crollati. Il P/E è solo 6x sugli utili 2019, o poco più. Ma guardando oltre i problemi ciclici attuali, di per sé credo che sia un bel business: è in una nicchia di mercato in cui i grossi produttori di elettrodomestici non hanno l'interesse ad entrare; richiede poco capitale perché per lo più fa assemblaggio e infatti ha un roe che negli ultimi 5 anni è rimasto tra il 25-30% (vado a memoria); alti costi di switch perché l'azienda collabora con i clienti per un paio d'anni prima di lanciare un nuovo prodotto sempre fatto su misura con le specifiche richieste da ciascun cliemte; il costo di un mini frigo è abbastanza irrisorio sul totale costo di produzione di un camion e quindi probabilmente il prezzo non è la variabile chiave nella scelta del cliente; ha pochissimo debito e nel 2020 arriverà della liquidità dalla vendita di una partecipazione in Cina che azzerera il poco debito netto presente ad oggi. Sembra un business che può affrontare una contrazione ciclica del suo mercato di riferimento e rialzarsi senza problemi se si adotta un orizzonte temporale di 5 anni. È una micro cap quindi probabilmente molti fondi non possono acquistarla. È pesantemente a sconto da Dometic Group, che anche se è molto più grande, sostanzialmente è molto simile come azienda.

    Sarei molto curioso di sapere anche il tuo parere su queste due aziende, se per caso ti sei fatto un'opinione.

    Grazie e complimenti per il blog.

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    1. Datalogic la conosco abbastanza bene, buona azienda , il problema è che in quel settore ci sono molti concorrenti: il prezzo sembra comunque essere adesso interessante.

      Indel B. la conosco di nome, non nel dettaglio: cercherò il tempo di guardarla meglio. Giusto per capire: sta attraversando un periodo difficile per il virus oppure le cose hanno cominciato ad andare male prima? se la seconda, per quali motivi, solo la riduzione di ordini di camion in US?

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  8. Un altra domanda/ contestazione: siamo sicuri che il business delle compagnie aeree sia davvero interessante? E' esposto a rischi enormi (terroristici, come adesso di epidemie, di incidenti, di problemi boeing/airbus, questioni di inquinamento etc...), ha margini non altissimi e al momento non e' neppure cosi cheap. Ad esempio Ryanair e' ancora ben sopra i minimi degli ultimi due anni. Poi sono d'accordo che il mercato europeo sta per consolidarsi e i pochi grandi player ci guadagneranno. Ma e' davvero un investimento che vale il rischio?
    Spoiler: ho avuto e ho azioni RYR, e so che Buffett ha comprato e sta comprando compagnie aeree, ma volevo fare un po' l'avvocato dell'orso!

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    1. Tutte le tue considerazioni sono corrette: prima di investire in aerolinee un paio di anni fa, Buffett aveva detto che “a farsighted capitalist should have shot down Orville Wright at Kitty Hawk to spare investors all the losses they would suffer on airlines in the decades after the birth of flight.”

      In effetti, in oltre 100 anni di attività, gli unici che hanno fatto soldi con le aerolinee sono quelli che hanno investito nei distressed bond dopo il fallimento e conseguente ristrutturazione. Adesso la sua opinione è cambiata, se non ricordo male la sua tesi è che in US le aerolinee si stanno consolidando in pochi player che avranno molto pricing power.

      Non tutte sono uguali: per restare in Europa, Ryanair e WizzAir sono low-cost che fanno soldi, mentre Lufthansa – per quanto eccellente come servizio – è essenzialmente un enorme fondo pensione con le ali che non toccherei mai.

      Nonostante le mie preferenze, possono essere un investimento di breve se i prezzi crollano ancora (e lo dico non avendo mai comprato aerolinee in vita mia): i viaggi aerei ci saranno sempre, il virus passerà ed in un paio di anni potrebbero tornare a livelli decenti (alcune, non tutte).

      Meglio ancora, anche il lungo periodo, gli aeroporti, intesi come infrastruttura.

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  9. Ciao,

    Indel B: l'azione era crollata già prima del problema virus ed ora è scesa ulteriormente. Per quelle che sono le mie interpretazioni il problema è piuttosto chiaro e identificabile in un crollo degli ordinativi di camion in US. Per avere un'idea della situazione puoi fare riferimento ai dati divulgati dall'FTR sui "Class 8 truck orders". Il 2018 è stato un anno di forti ordinativi anche perchè da quel che ho capito alcuni attori US si sono mossi in anticipo nel fare gli ordini per cercare di evitare potenziali dazi. Ora l'azione scambia a un PE secondo i miei calcoli di circa 5.6x gli utili 2018. Il crollo degli ordinativi avvenuto nel 2019 avrà ripercussioni sul bilancio 2020, questo è indubbio. Però Indel B ha un modello di business capital light e pochi costi fissi quindi non vedo un rischio di impairment permanente e, guardando oltre, è un'azienda con alto ROE, buona generazione di cassa e poco debito. La vedo come un'azione molto attraente perchè faccio un ragionamento forse un po' pericoloso ma non del tutto insensato: mi sembra che Indel B appartenga a quella categoria tipica di aziende auto parts che occasionalmente il mercato punisce in modo orrendo portando le valutazioni a multipli infimi, anche se nel lungo periodo ci sono aziende di questo settore capaci di creare molto valore per gli azionisti. Mi viene in mente un paragone che forse è un po' azzardato ma che magari qualcosa ci azzecca: Lear Corporation, anch'essa peraltro a multipli abbastanza infimi in questo momento, ma che è in grado di generare un ROIC molto alto e che se vedi il grafico di lungo termine non è poi un business così infimo visti i ritorni che ha fatto l'azione nel tempo. Ovvio, sono paragoni un po' strampalati, però anche Lear Corp produce un prodotto (sedili) che in apparenza può sembrare una commodity, ma che per temi di personalizzazione ed affidabilità crea una dinamica di alti costi di switch e quindi un ROIC molto elevato e sostenibile. Anche Indel B fa un prodotto che può essere facilmente derubricato a commodity, ma per lo stesso discorso personalizzazione, affidabilità e collaborazioni di lungo periodo con i clienti sembra creare costi di switch importanti. Il settore infatti è molto consolidato.

    Datalogic: Sicuramente la conosci meglio di me perchè la seguo solamente da un annetto, quindi ti chiedo un chiarimento: potresti elaborare sul perchè vedi un problema nell'elevata concorrenza? Per quel che ne so, anche qui, il settore è molto consolidato, con Zebra Technologies, Honeywell e Datalogic che detengono messi assieme una larghissima fetta del mercato (piu del 60% almeno?). Ci sono settori messi peggio in merito all'asprezza della concorrenza. Ma ripeto, io la seguo da poco, guardo solo numeri nudi e crudi e magari salto a conclusioni affrettate; se ne sai più di me o hai qualche informazione che magari deriva da rapporti con persone che lavorano nel settore, ti prego di illuminarmi.

    Grazie mille e un saluto :)

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  10. Un realta' di microcap italiana che potrebbe essere interessante e' Valsoia: anche se negli ultimi 2 anni ha sofferto un sovraffollamento di marchi salutistici in italia, e' un brand piuttosto forte e in una nicchia di mercato che in futuro si espandera' ragionevolmente. Ha 25 milioni in cassa e capitalizza 80 mln (utile netto 2019, anno difficile, piu' di 7 mln). Punti critici: micro cap e quindi poco liquida con sbalzi giornalieri forti e concentrata sull'italia, ma in un mercato 'premium'.

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