Altro post lungo, e di nuovo con più domande che certezze. Vale la solita premessa: non ho particolari competenze per determinare come si evolverà la situazione in termini di contagi e ripresa economica. In questi giorni tutti hanno la loro opinione e le scelte politiche preferite: da pessimista razionale (credo che la definizione sia di Munger) preferisco pianificare per una “seconda” e “terza” ondata (probabilmente inevitabili il prossimo inverno in mancanza di un vaccino sicuro). Ma per quanto riguarda tempi, modi, impatti, conseguenze, etc… è tutto assolutamente aleatorio.
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martedì 28 aprile 2020
venerdì 18 ottobre 2019
Forse i grafici più importanti per il futuro dei mercati finanziari
Questo è quello che è accaduto alle principali economie negli ultimi 30 anni:
Fonte: https://www.census.gov/data-tools/demo/idb/informationGateway.php
Fonte: https://www.census.gov/data-tools/demo/idb/informationGateway.php
venerdì 12 aprile 2019
La curva ha parlato: la fine è vicina!
La mia opinione sugli approcci basati sul prevedere correttamente l’andamento delle variabili economiche è nota: per un riassunto vedere qui. Tuttavia, avere una prospettiva bottom-up non significa ignorare i fattori macro-economici: ogni tanto mi dedico anch’io a queste considerazioni, con la premessa che questo post è molto lungo ma non ha una conclusione definitiva (chi la cercasse, può smettere di leggere adesso).
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giovedì 10 dicembre 2015
Un’idea per il 2016: short renminbi
“I’m convinced that everything that’s important in investing is counterintuitive, and everything that’s obvious is wrong (Charlie Munger)”Post molto lungo ed articolato (lo so, sono prolisso), ma necessario per dettagliare la mia tesi e soprattutto perché qualcuno possa identificarne gli eventuali punti deboli: le critiche (argomentate) sono benvenute. Comincio quindi con le conclusioni. [Vale il solito noioso disclaimer: oggi lettore è pregato di fare le proprie analisi e considerazioni, anche e soprattutto sull’idoneità degli investimenti alle proprie caratteristiche finanziarie.]
“If something cannot go on forever, it will stop (Herbert Stein's Law)”
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giovedì 12 febbraio 2015
Rendimenti nominali negativi: chi è “l’idiota” che compra queste obbligazioni?
Come tutti ormai sanno, i rendimenti offerti dai mercati obbligazionari sono prossimi allo zero, se non addirittura negativi in termini nominali per i titoli di stato di quei paesi considerati più affidabili: non solo la Germania, ma anche i titoli di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Olanda, Svizzera e Svezia offrono oggi un rendimento atteso (yield to maturity, YTM) negativo, in genere per le scadenze più vicine ma in alcuni casi anche per bond a 7-10 anni. Un po’ più sorprendente è che anche alcuni titoli corporate, come ad esempio le obbligazioni Nestlè, siano nella stessa situazione.
lunedì 22 dicembre 2014
Le mie previsioni sul petrolio (ed alcune considerazioni sul settore)
Mi dispiace deludere chi è stato attirato dal titolo, ma non ho la minima idea di dove sarà il prezzo del petrolio tra un mese o un anno. C’è però una buona notizia: non lo sanno nemmeno tutti quelli che vi dicono invece cosa succederà esattamente!
In questi giorni si leggono infatti commenti, interviste ed interventi di dozzine di persone che si sono improvvisamente scoperte esperti di petrolio e geopolitica che predicono che presto tornerà a $100/barile oppure resterà a $50 per sempre. Cercando qua e là si possono trovare le previsioni di alcuni analisti che erano effettivamente negativi: uno di questi, molto quotato, è Ed Morse di Citigroup, che aveva espresso le sue opinioni ribassiste nel 2012, 2013 ed all’inizio del 2014. Ma anche lui aveva previsto un obiettivo di “soli” $75.
In questi giorni si leggono infatti commenti, interviste ed interventi di dozzine di persone che si sono improvvisamente scoperte esperti di petrolio e geopolitica che predicono che presto tornerà a $100/barile oppure resterà a $50 per sempre. Cercando qua e là si possono trovare le previsioni di alcuni analisti che erano effettivamente negativi: uno di questi, molto quotato, è Ed Morse di Citigroup, che aveva espresso le sue opinioni ribassiste nel 2012, 2013 ed all’inizio del 2014. Ma anche lui aveva previsto un obiettivo di “soli” $75.
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