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mercoledì 16 ottobre 2019

Alla ricerca del rendimento: un po’ di storia

Negli ultimi mesi si sono intensificati gli articoli sulla situazione precaria dei mercati del credito (qui uno dei tanti esempi): le maggiori preoccupazioni riguardano l’ammontare di denaro che è confluito in queste strategie e la crescente percentuale di prestiti cosiddetti covenant-lite

La cescente popolarità di queste strategie tra gli investitori istituzionali è una conseguenza diretta dei rendimenti risicati offerti dai titoli di stato, soppressi dai programmi di quantitative easing (QE). Con la necessità per investitori come fondi pensione di rimpiazzare la rendita non più disponibile con i titoli di stato, private credit ed altre obbligazioni “esotiche” sono state la scelta naturale.


lunedì 8 luglio 2019

“Back from fishing”: aggiornamento portafoglio, alcune vendite ed alcuni acquisti (all-in sulla Germania)

Dopo un lungo periodo di assenza, un aggiornamento sull’andamento del portafoglio.

Grazie al rimbalzo dei mercati, la prima metà dell’anno è stata molto positiva (+10,1%), ma ben al di sotto del benchmark di riferimento (MSCI EMU Small/Mid caps +16,6%). Come si può vedere nella tabella sottostante, il portafoglio ha sotto-performato in ogni singolo mese con l’eccezione di maggio: in parte per la liquidità (allocazione media di 9%), in parte per le caratteristiche del portafoglio, che tende a rimanere indietro in mercati in rapida ripresa ed a tenere meglio quando questi precipitano (come successo a maggio). Non contiene praticamente niente che sia tech, e questo è il settore che - nel bene o nel male - ha determinato l’andamento dei mercati negli ultimi tempi.

venerdì 4 gennaio 2019

Performance portafoglio 2018 (e considerazioni sul blog)

Quello appena chiuso è stato un anno negativo per il portafoglio (-4,7%), con un bel -11% generato nei soli ultimi tre mesi: è una magra consolazione che il benchmark di riferimento, MSCI EMU Small/Mid caps, abbia fatto molto peggio (-15,4%). A titolo di esempio, MSCI Europe Small/Mid caps ha fatto un po’ meglio, -13,9%, mentre MSCI World Small/Mid caps (composto per quasi 70% da US e Giappone) è stato comunque negativo per -8,8%.
[Nota 1: il rendimento dell’indice è gross return, ovvero secondo la metodologia di MSCI calcolato reinvestendo il massimo livello possibile dei dividendi per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, ma senza altre tasse come withholding per non-residenti (come è invece in net return); allo stesso modo il portafoglio include la tassazione su dividendi e capital gains, ma i dividendi non sono reinvestiti e la liquidità rende zero.]


mercoledì 3 gennaio 2018

Performance portafoglio 2017 (e considerazioni sparse sul blog)

Anno migliore del precedente per il portafoglio, con una performance complessiva di +21,5%, appena sotto il +21,8% di MSCI EMU Small/Mid caps nonostante oggi sia composto al 45% da titoli non denominati in EUR (zero per il benchmark): CHF (-8%), USD (-12%), GBP (-4%) e NOK (-8%) si sono tutte deprezzate. [Vale la solita nota: questi titoli sono denominati in queste valute, ma la loro reale esposizione è diversa, così come per l’indice.]

mercoledì 7 settembre 2016

Asset allocation: cosa ci riserva il futuro?

Il grafico sottostante, preso da una presentazione di JP Morgan Asset Management, illustra il range di rendimenti storici che i mercati hanno offerto: dal 1950 le azioni hanno prodotto qualcosa più di 11% annuo; le obbligazioni governative 6%. In termini di rendimenti per i prossimi anni, è poco probabile attendersi questi valori.

mercoledì 18 febbraio 2015

Scommettiamo che…?

Nel 2008 Warren Buffett ha scommesso con Protégé Partners che su un orizzonte temporale di 10 anni un fondo passivo che replica l’indice S&P 500 avrebbe battuto la performance di un paniere di hedge funds scelti da Protégé. Una organizzazione no-profit scelta dal vincitore riceverà nel 2017 il premio di $1 milione messo in palio dalle due parti.

Dopo sette anni dall’inizio, Buffett è in ampio vantaggio: più precisamente, la performance cumulata del fondo passivo scelto da Buffett (Vanguard Admiral Shares) è stata alla fine del 2014 di 63,5% mentre il paniere di Protégé Partners ha al momento una performance di 19,6%. Non solo: con l’eccezione del primo anno (2008), nel quale il fondo Admiral perse 37% mentre il paniere di hedge funds solo 24%, l’investimento passivo ha battuto quello attivo in ciascuno dei 6 anni successivi.

giovedì 12 febbraio 2015

Rendimenti nominali negativi: chi è “l’idiota” che compra queste obbligazioni?

Come tutti ormai sanno, i rendimenti offerti dai mercati obbligazionari sono prossimi allo zero, se non addirittura negativi in termini nominali per i titoli di stato di quei paesi considerati più affidabili: non solo la Germania, ma anche i titoli di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Olanda, Svizzera e Svezia offrono oggi un rendimento atteso (yield to maturity, YTM) negativo, in genere per le scadenze più vicine ma in alcuni casi anche per bond a 7-10 anni. Un po’ più sorprendente è che anche alcuni titoli corporate, come ad esempio le obbligazioni Nestlè, siano nella stessa situazione. 

martedì 3 febbraio 2015

Rendimenti dei mercati azionari (parte II)

La domanda che tutti continuano a porsi è: dopo alcuni anni di rendimenti positivi nei mercati azionari, cosa dobbiamo aspettarci da qui in avanti? Per chi è interessato ad una visione di lungo periodo, ripartiamo dal post precedente

Innanzitutto, facciamo una distinzione tra quello che possiamo aspettarci dal mercato in aggregato e dal portafoglio di stock-picking. Nel secondo caso i rendimenti sono (teoricamente) illimitati: si compra un’azione che va su del 20% in pochi mesi –molte lo fanno, in qualsiasi condizione economica -, si vende e si ripete il processo, garantendoci in maniera matematica di avere un rendimento del 50%+ all’anno senza problemi. Sappiamo però come questo sia difficile da fare, ed ancora di più da prevedere ex-ante.

giovedì 10 ottobre 2013

Must read!



Due interessanti articoli riguardo alcuni sofisticati (ma complessi e poco trasparenti) investimenti che sono quotidianamente proposti a molti investitori.

domenica 15 settembre 2013

Una lezione sul rischio: dal poker



Anche se può sembrare un'eresia, una delle migliori spiegazioni di come affrontare il rischio nei mercati finanziari. Le parti evidenziate in grassetto sono quelle che ritengo più importanti da imparare. [Il post originario è disponibile qui] 

Getting Schooled in Risk: The Lessons of Poker 

When I was young people called me a gambler. As the scale of my operations grew, I became known as a speculator. Now I am called a banker. But I have been doing the same thing all the time. — Ernest Cassel

To win, you must understand the game, you must understand the players, and above all, you must understand yourself. — Source unknown