Un recente articolo pubblicato nel Financial Analyst Journal (“Facts about Formulaic Value Investing”, disponibile qui come working paper) analizza l’uso delle strategie sistematiche nel seguire un approccio di value investing. L’elemento caratteristico di queste strategie è che non cercano di identificare in maniera accurata il valore intrinseco di un titolo, quanto piuttosto di ordinarli in base ad alcuni parametri per investire solo in quelli che rientrano nei criteri prescelti.
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giovedì 25 maggio 2017
martedì 3 febbraio 2015
Rendimenti dei mercati azionari (parte II)
La domanda che tutti continuano a porsi è: dopo alcuni anni di rendimenti positivi nei mercati azionari, cosa dobbiamo aspettarci da qui in avanti? Per chi è interessato ad una visione di lungo periodo, ripartiamo dal post precedente.
Innanzitutto, facciamo una distinzione tra quello che possiamo aspettarci dal mercato in aggregato e dal portafoglio di stock-picking. Nel secondo caso i rendimenti sono (teoricamente) illimitati: si compra un’azione che va su del 20% in pochi mesi –molte lo fanno, in qualsiasi condizione economica -, si vende e si ripete il processo, garantendoci in maniera matematica di avere un rendimento del 50%+ all’anno senza problemi. Sappiamo però come questo sia difficile da fare, ed ancora di più da prevedere ex-ante.
Innanzitutto, facciamo una distinzione tra quello che possiamo aspettarci dal mercato in aggregato e dal portafoglio di stock-picking. Nel secondo caso i rendimenti sono (teoricamente) illimitati: si compra un’azione che va su del 20% in pochi mesi –molte lo fanno, in qualsiasi condizione economica -, si vende e si ripete il processo, garantendoci in maniera matematica di avere un rendimento del 50%+ all’anno senza problemi. Sappiamo però come questo sia difficile da fare, ed ancora di più da prevedere ex-ante.
lunedì 10 marzo 2014
You’re NOT a value investor if…
Investite utilizzando i grafici dei prezzi storici, soprattutto quando puntano verso l’alto. Se supporti, resistenze, medie mobili e termini simili fanno parte del vostro lessico, non siete investitori value. Il value investing non si preoccupa di dove il prezzo di un’azione o di un mercato è stato nel passato o quale livello abbia appena superato, quanto piuttosto sulla relazione tra prezzo di mercato e valore intrinseco.
mercoledì 23 ottobre 2013
Trading vs. investing
Quando
si parla di mercati finanziari, i termini prezzo
e valore (price e value) sono usati
in maniera intercambiabile, ma non lo sono. Questa confusione è quello che spesso
rende le discussioni sugli investimenti un dialogo tra sordi: i processi (e le regole del gioco) per arrivare ai concetti di prezzo e valore
sono infatti completamente differenti.
giovedì 3 ottobre 2013
La parabola del toro
Nel
1906 il matematico Francis Galton era ad una fiera di paese ed osservò una
competizione in cui si doveva indovinare il peso di un toro: chi si avvicinava
di più al peso corretto vinceva il toro stesso. Ottocento persone parteciparono.
Galton, da buon matematico, calcolò alcune statistiche e scoprì che la stima
media del peso (542,9 kg) era praticamente identica al peso reale del toro (543,4
kg). Questo episodio reale è alla base di molte teorie sulla cosiddetta “saggezza delle masse (wisdom of crowds)”. Ma non tutti sanno
cosa è accaduto in seguito…
martedì 3 settembre 2013
L’investitore perfetto (o quasi)
Come già trattato nel post precedente, uno degli
argomenti più controversi in finanza è quello dell’efficienza dei mercati, ed è
chiaro anche dall’intestazione di questo blog che la mia idea è che non lo
siano affatto (o per lo meno non sempre: come giustamente ha affermato Warren
Buffet: “Observing that markets were 90%
efficient, they concluded that markets were always efficient. The difference between the two propositions is
the same as between night and day.”).
Nonostante i moltissimi eventi degli ultimi 30 anni
che la contraddicono, la nozione di mercati sempre perfettamente efficienti è
dura a morire, e la riprova a supporto di questa tesi non può essere che la maggioranza delle gestioni attive non riesce a
battere il benchmark di riferimento. Vi sono infatti vari studi che
evidenziano le caratteristiche tipiche dei migliori gestori, quei tratti
psicologici e comportamentali che definiscono la loro filosofia d’investimento.
In molti casi si tratta di investitori di tipo value, ma non è necessariamente sempre così.
lunedì 29 luglio 2013
La parabola di Mr. Market
L’intestazione del blog è presa da un eccellente libro di James Grant
(intitolato appunto “Mr. Market miscalculates”),
che a sua volta fa riferimento ad uno dei principali insegnamenti di Benjamin
Graham, ovvero la parabola di Mr. Market riportata nel capitolo 8 del suo libro
“The Intelligent Investor”.
Immaginate di possedere parte di un’attività privata e di avere come
partner Mr. Market, un tipo che ha una caratteristica particolare: ogni giorno si
sveglia e vi dice quanto pensa che l’azienda valga, offrendosi o di acquistare
la vostra parte o di vendervi la sua a quel prezzo. A volte la sua idea di
valore è ragionevole e giustificata dalle prospettive del business. Ma spesso Mr.
Market si lascia prendere dall’euforia o dal panico, e vi propone una
valutazione che non ha nessuna attinenza con le condizioni della vostra azienda.
Mr. Market ha inoltre un’altra peculiarità: se non vi interessa il prezzo
proposto oggi, non si offende se lo ignorate e tornerà domani con un nuovo
prezzo.
Se siete un vero imprenditore, lasciate che le comunicazioni quotidiane di
Mr. Market determinino la vostra idea del valore dell’azienda? Soltanto in due
casi: se siete d’accordo con lui o se volete fare una transazione. Dovreste
essere più che felici di vendergli la vostra parte quando vi offre un prezzo
esageratamente alto, ed ugualmente lieti di comprare la sua parte quando chiede
un prezzo estremamente basso. Ma negli altri giorni è sicuramente meglio
formarsi la propria opinione basata sull’andamento dei fondamentali
dell’azienda.
giovedì 25 luglio 2013
Value investors vs. value pretenders
Una delle domande
che mi viene fatta più spesso è di meglio definire cos’è il value investing.
La risposta tipica di
chi segue questo approccio è: “Comprare
qualcosa che vale €1 per 70 centesimi o meno”. Questa può sembrare una tautologia,
in quanto nessun investitore compra coscientemente qualcosa che ritiene
sopravvalutato (beh, forse tranne i gestori dei fondi comuni, ma questa è una
storia già ampiamente discussa).
Come spesso accade
nella vita, il modo migliore per spiegare qualcosa è descrivere cosa questa non
è. Ecco quindi una lista di considerazioni (alcune generiche, altre più
tecniche) che NON qualificano gli investitori di tipo value.
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