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giovedì 23 agosto 2018

Spotify (ed altre): servono nuove metriche di valutazione?

Un vecchio detto di Sir John Templeton (“Le quattro parole più pericolose sono: questa volta è differente!”) diventa particolarmente vero quando i bulls cominciano a spingere per l’uso di nuove metriche di valutazione perché i prezzi hanno superato qualsiasi livello possa essere giustificato da quelle più tradizionali. Questo approccio si accompagna infatti spesso ai picchi di frenesia del mercato: “price-to-eyeballs” rimane uno dei migliori ricordi della bolla Internet degli anni 1990…

mercoledì 16 marzo 2016

Quantità or qualità? (II)

Riprendendo quanto introdotto nella prima parte:
  • nel lungo periodo le azioni value (definite come?!?) hanno performance migliori rispetto a quelle growth
  • comprare a bassi multipli incorpora automaticamente un margine di sicurezza
Se è così, perché nell’ultima decade l’indice MSCI World Growth ha battuto di oltre 40% MSCI World Value (cumulato)? E come mai alcuni value investors, anche famosi, hanno perso molti soldi, cominciando con banche e housing prima della crisi e proseguendo con energy & mining oggi, tutti titoli comprati a valutazioni molto contenute (almeno all’apparenza)?

lunedì 14 marzo 2016

Quantità or qualità? (I)

Ridotto ai minimi termini, investire significa comprare qualcosa il cui prezzo corrente è inferiore al suo valore intrinseco. Il problema è che possiamo conoscere il prezzo di un’azione in qualsiasi momento, ma non possiamo mai essere sicuri del suo reale valore perché il futuro è incerto.

Per questo motivo molti investitori (me compreso) gravitano attorno a criteri quantitativi: un’azienda che tratta ad un P/E di 10x è migliore di una a 15x, ed un P/E di 5x comincia a farci salivare.

giovedì 11 settembre 2014

Portafogli concentrati o diversificati?

Una della domande che si sente più spesso è: “Come è possibile che 85% dei fondi comuni non riesca a battere il benchmark?”. In fondo si tratta di operatori professionali, che hanno accesso alle migliori informazioni ed analisi, che hanno studiato nelle migliori business school e che capiscono il funzionamento dei mercati.

giovedì 10 aprile 2014

How to Think About Market Prices

Everything should be made as simple as possible, but not simpler (Albert Einstein)
La regola aurea nell’industria degli investimenti dovrebbe essere il concetto (piuttosto semplice a dire il vero, eppure c’è ancora chi non lo capisce…) che investire vuol dire comprare qualcosa che vale più di quello che si paga. Questo a sua volta richiede di essere in grado di fare una stima - per quanto approssimativa – del valore intrinseco di un asset.

lunedì 7 aprile 2014

Quando un P/E non è uguale ad un altro P/E

Continua la diatriba sulla sopravalutazione (o meno) dei mercati azionari, già discussa in un precedente post sul significato del CAPE.

Molti investitori famosi sono al momento abbastanza negativi sulle prospettive dei mercati azionari (su tutti, Seth Klarman), ed anche se non si spingono a prevedere un crollo imminente (non è assolutamente nella loro natura fare scelte di market timing), hanno comunque aumentato significativamente la percentuale di liquidità nei loro fondi.

lunedì 18 novembre 2013

P/E, EV/EBITDA, EV/EBIT, P/FCF,…: cosa usare e quando?



P/E ratio 
Il P/E ratio è chiaramente il multiplo più famoso ed usato nelle valutazioni azionarie, ma è anche quello utilizzato maggiormente a sproposito. Le strategie value di comprare le azioni con i P/E più bassi funzionano molto bene in aggregato e su lunghi periodi (così come per il P/BV), ma questo è ben diverso da selezionare un’azione basandosi esclusivamente sul valore corrente del P/E (peggio ancora quando le banche utilizzano il forward P/E atteso a fine anno).