martedì 3 settembre 2013

L’investitore perfetto (o quasi)



Come già trattato nel post precedente, uno degli argomenti più controversi in finanza è quello dell’efficienza dei mercati, ed è chiaro anche dall’intestazione di questo blog che la mia idea è che non lo siano affatto (o per lo meno non sempre: come giustamente ha affermato Warren Buffet: “Observing that markets were 90% efficient, they concluded that markets were always efficient. The difference between the two propositions is the same as between night and day.”).

Nonostante i moltissimi eventi degli ultimi 30 anni che la contraddicono, la nozione di mercati sempre perfettamente efficienti è dura a morire, e la riprova a supporto di questa tesi non può essere che la maggioranza delle gestioni attive non riesce a battere il benchmark di riferimento. Vi sono infatti vari studi che evidenziano le caratteristiche tipiche dei migliori gestori, quei tratti psicologici e comportamentali che definiscono la loro filosofia d’investimento. In molti casi si tratta di investitori di tipo value, ma non è necessariamente sempre così. 

lunedì 2 settembre 2013

Il paradosso dei mercati efficienti



I prodotti finanziari che hanno avuto maggior successo negli ultimi anni sono stati sicuramente gli investimenti passivi e gli ETF. Molti sostengono, non senza ragione, che gli ETF hanno avvicinato gli investitori, soprattutto quelli retail, a mercati e strategie che prima non erano accessibili. Negli US, stime di Morningstar indicano che la percentuale di attività gestite in modo passivo è passata da 11% nel 2003 ad oltre 26% nel 2012. Anche gli investitori istituzionali fanno sempre più uso di questi strumenti, ad esempio in un approccio di tipo “core-satellite”.

martedì 27 agosto 2013

Investire in agricoltura (II)



Ogni volta che si individua un tema interessante, potete stare sicuri che l’industria degli investimenti prima o poi lo sfrutterà fino a rovinarlo. Nel post precedente ho analizzato la gamma di investimenti disponibili per chi fosse interessato all’agricoltura (investimenti diretti, fondi chiusi, ETN, ETF su future, ETF fisici ed ETF azionari) e dimostrato come ben pochi di questi abbiano una vera esposizione ai prodotti agricoli. Vediamo adesso quali sono invece la opportunità tra le aziende quotate.
[Nota importante: questo blog è pubblicato a scopo puramente informativo. Le aziende elencate di seguito non sono una raccomandazione né di acquisto né di vendita, ma semplicemente una lista di società che ho identificato e che continuerò a seguire ed analizzare. Ogni lettore è pregato di fare le proprie considerazioni e valutazioni, anche e soprattutto sull’idoneità degli investimenti alle proprie caratteristiche finanziarie. La sigla tra parentesi dopo il nome delle aziende è il ticker da utilizzare in Bloomberg.com per vedere le caratteristiche finanziarie delle società.] 


giovedì 22 agosto 2013

Investire in agricoltura (I)



Gli investimenti in agricoltura hanno cominciato ad avere maggiore attenzione anche da parte degli investitori retail. Uno dei motivi principali è che vengono considerati una buona asset class per proteggersi dall’inflazione, anche se occorre ricordare che il primo canale di trasmissione dell’inflazione alle attività reali - attraverso i bilanci delle banche - è il settore immobiliare, seguito a sua volta dalle risorse naturali ed infine dall’agricoltura. Un altro motivo, utilizzato soprattutto da chi vuole spingere i propri prodotti, è la (potenziale, possibile) diversificazione dai tradizionali investimenti in obbligazioni ed azioni.