Tesla (TSLA US) vale oggi $175 miliardi pur avendo generato negli ultimi 10 anni -$12 miliardi in FCF. Considerate che dal 2008 il totale degli utili nei trimestri in cui sono stati positivi è $748 milioni (solo in quelli positivi: il totale reale è -$7 miliardi), eppure Elon Musk ha potuto alcuni giorni fa esercitare opzioni per l’equivalente di $775 milioni.
Nikola Corp (NKLA US) è una rivale di Tesla che si è quotata la scorsa settimana in una reverse merger con una SPAC: non ha ancora prodotto un singolo veicolo ma vale comunque $26 miliardi, poco meno di Ferrari ($31 miliardi).
[Peccato che Nikola Tesla non avesse un secondo nome…]
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martedì 9 giugno 2020
lunedì 9 giugno 2014
Fama & French: Revolution
Con poca pubblicità - almeno per il momento - sembra che i professori Fama & French (F&F) stiano apportando delle modifiche al loro famoso modello a 3 fattori per spiegare i movimenti nei prezzi delle azioni. I 3 fattori originari sono: 1) il mercato stesso attraverso il beta, come nel CAPM; 2) un fattore value, rappresentato dal P/BV; 3) ed un fattore di dimensione, small cap vs. large cap.
Basandosi su nuove ricerche e maggiori dati, hanno oggi aggiunto due nuovi fattori che sembrano essere più importanti, ed anzi aiutano meglio a spiegare i precedenti tre.
lunedì 16 dicembre 2013
Le inefficienze dei mercati efficienti
Devo
confessare che non sono un avido lettore dei working papers accademici: anche per i report azionari preferisco
quelli nei quali le 4/5 cose essenziali riguardo l’investimento vengono
presentate in maniera chiara ed immediata rispetto a qualcosa che è più
rigoroso ma richiede lunghe pagine di formule complicate per spiegare le
conclusioni.
lunedì 2 settembre 2013
Il paradosso dei mercati efficienti
I prodotti
finanziari che hanno avuto maggior successo negli ultimi anni sono stati
sicuramente gli investimenti passivi e gli ETF. Molti sostengono, non senza
ragione, che gli ETF hanno avvicinato gli investitori, soprattutto quelli retail, a mercati e strategie che prima
non erano accessibili. Negli US, stime di Morningstar indicano che la
percentuale di attività gestite in modo passivo è passata da 11% nel 2003 ad
oltre 26% nel 2012. Anche gli investitori istituzionali fanno sempre più uso di
questi strumenti, ad esempio in un approccio di tipo “core-satellite”.
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