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mercoledì 28 dicembre 2022

(Ig)Nobel Financial Awards 2022

So che questo blog è stato molto trascurato (le analisi sono da qualche mese su Substack: mrmarketmiscalculates.substack.com), ma non potevo rinunciare alla tradizione di fine anno degli IgNobel Financial Awards!

Come sempre, ricordo che non sono assegnati per la performance in sé, bensì con lo spirito di “first make people laugh, and then make them think”. Qui potete trovare i vincitori dello scorso anno ed il link a tutte le edizioni precedenti.

In particolare, una delle considerazioni dello scorso anno si è rivelata esatta (purtroppo o per fortuna dipende dal vostro punto di vista):
“Quest’anno ha visto, oltre all’emergere delle meme stocks (GME, AMC, …), soprattutto una vera e propria esplosione di ciarlatani, un tratto caratteristico dei mercati rialzisti prolungati prima del top.”

martedì 9 giugno 2020

Qualcuno ha detto mercati efficienti?

Tesla (TSLA US) vale oggi $175 miliardi pur avendo generato negli ultimi 10 anni -$12 miliardi in FCF. Considerate che dal 2008 il totale degli utili nei trimestri in cui sono stati positivi è $748 milioni (solo in quelli positivi: il totale reale è -$7 miliardi), eppure Elon Musk ha potuto alcuni giorni fa esercitare opzioni per l’equivalente di $775 milioni.

Nikola Corp (NKLA US) è una rivale di Tesla che si è quotata la scorsa settimana in una reverse merger con una SPAC: non ha ancora prodotto un singolo veicolo ma vale comunque $26 miliardi, poco meno di Ferrari ($31 miliardi).

[Peccato che Nikola Tesla non avesse un secondo nome…]


lunedì 1 ottobre 2018

Sempre meglio…

“According to Musk, he calculated the $420 price per share based on a 20% premium over that day’s closing share price because he thought 20% was a “standard premium” in going-private transactions. This calculation resulted in a price of $419, and Musk stated that he rounded the price up to $420 because he had recently learned about the number’s significance in marijuana culture and thought his girlfriend “would find it funny, which admittedly is not a great reason to pick a price.”

[pag. 7 della causa SEC vs. Musk a proposito del suo famoso tweet sul buy-out di Tesla]

giovedì 6 settembre 2018

Prima SolarCity, poi Tesla: due tentativi di bail-out di Musk?

Premessa: le seguenti considerazioni sono mie ipotesi, non vi è alcuna riprova che siano corrette.

Nonostante le critiche al modo nel quale gestisce le sue aziende, bisogna ammettere che Elon Musk è da ammirare: ha senz’altro attirato la sua dose di scetticismo ed opinioni negative per alcuni suoi comportamenti, ma con il suo idealismo e le sue motivazioni no-profit (almeno a parole) sta affrontando problemi tutt’altro che facili, cercando di rendere il mondo un posto migliore. Fin dall'inizio ha ammesso candidamente che sia per SpaceX che per Tesla il successo era "uno dei tanti, potenziali risultati", ma è stato considerato sufficiente per dare il via. E ha raggiunto obiettivi che molti consideravano impossibili: SpaceX ha fatto quanto la NASA negli ultimi 40 anni, e tutto con un investimento iniziale di soli $200 milioni.


martedì 28 agosto 2018

Einhorn: long value / short growth, Assured Guaranty and Brighthouse Financial

Un commento nel post precedente mi ha stimolato ad approfondire le operazioni short, che in maniera un po’ generalizzata possono essere raggruppate in 4 categorie:
  1. Frodi vere e proprie / aziende con contabilità aggressiva (Enron, WorldCom, Parmalat, …)
  2. “Booms that go bust” accompagnate da eccessiva leva finanziaria (telecom negli anni 1990, subprime, …)
  3. Declini secolari, spesso dovuti ad obsolescenza tecnologica, che diventano value traps (Pagine Gialle, …)
  4. Valutazioni insostenibili
Quelle al punto 1) sono quelle che permettono i maggiori profitti, ma anche le più difficili da identificare a priori. Al contrario, gli short sulla base di valutazioni eccessive sono più facili da trovare ma anche quelli dove ci si può fare più male.

venerdì 16 ottobre 2015

Ancora su Glencore (oltre a banche, Tesla e Volkswagen)

Una delle aziende più “chiacchierate” dell’ultimo periodo, oltre a Volkswagen, è senz’altro Glencore, risalita del 75% dai minimi di settembre ma comunque ben lontana dai prezzi di due-tre anni fa.

La domanda che molti si pongono è se GLEN riuscirà a ridurre il proprio debito o se sarà piuttosto il prossimo big credit event. La società si è affannata a rassicurare i mercati, e molti si sono spesi per dimostrare che non sarà la prossima Lehman Brothers (tra i tanti, Deutsch Bank e Streetwise Professor).

giovedì 12 dicembre 2013

Tesla Motors



Tesla Motors (TLSA:US) è senz’altro una delle azioni più discusse ed alla ribalta del 2013. Da un lato vi sono quelli che guardano alla sua valutazione e, giudicandola insostenibile, sono pronti a scommettere su un prossimo crash. Dall’altro vi sono invece gli entusiasti, che la vedono come una rivoluzione nel mondo dell’auto e scommettono sulla capacità imprenditoriale del suo CEO Elon Musk, che è stato co-fondatore di PayPal.