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giovedì 24 giugno 2021

Prosus

[Nota: con altri due titoli, Prosus è una delle ultime aggiunte al mio portafoglio globale, quello che non viene discusso qui nel blog - al contrario di quello di Small Caps europee. E quando dico “recenti” intendo in realtà negli ultimi 10 mesi, che rimane comunque un livello di attività per me frenetico: l’ultimo nuovo ingresso precedente in questo portagoglio era di oltre tre anni fa… Sempre con estrema pigrizia, anche il portafoglio Small caps è in fase di revisione.
E come sempre, questo post non è assolutamente un consiglio o una raccomandazione di investimento, fate le vostre analisi, blah blah blah… ]


Con l’eccezione di ASML e SAP, Prosus (PRX:NA) è una delle rare large cap tech companies europee, anche se di europeo ha ben poco a parte la quotazione su Euronext Amsterdam. PRX è una holding di diritto olandese il cui asset principale è una partecipazione di 29% nel gigante cinese Tencent (700:HK). Nel 2001 l’azienda media sudafricana Naspers (NPN:SJ) investì $32 milioni nell’allora neonata società Internet rilevando circa un terzo dell’azienda; come SoftBank con Alibaba, questo si è rivelato uno dei migliori investimenti di sempre. Ma il valore attuale della partecipazione (che rappresenta praticamente il 100% del NAV di Naspers) ha creato dei problemi per una holding quotata sul non liquidissimo mercato sudafricano.

martedì 4 agosto 2020

Il futuro è nel P2P! (parte II)

Una delle conseguenze più dirette del Covid-19 è stata l’accelerazione della digitalizzazione di molti settori economici. Ci si sarebbe aspettato un beneficio anche per le challenger banks, che si caratterizzano proprio per velocità, innovazione e distribuzione digitale.

Eppure, sembra che per loro la tendenza sia stata di un rallentamento, con una diminuzione dei download delle loro app nel mese di marzo. Questo è anche comprensibile: in questi mesi le persone hanno altro a cui pensare che non aprire un nuovo conto in una banca online. [Nota: non ho trovato dati per i mesi più recenti, o per il mercato italiano: se qualcuno li avesse potrebbe condividerli?]

mercoledì 15 aprile 2015

Fintech

L’impatto delle innovazioni tecnologiche sta cominciando ad interessare anche il settore dei servizi finanziari, comprese le banche tradizionali. Con il termine fintech (“financial technology”) si indicano oggi differenti business model, spesso start-up che si prefiggono di rivoluzionare il modo nel quale concepiamo il denaro: alcuni di questi sono lungimiranti e con solide basi, altri sono cool ma supportati in maniera inadeguata dai fondamentali (e per favore tralasciamo Bitcoin e le sue derivazioni).

Per quello che valgono, queste sono le mie previsioni.