Riprendo un paio di commenti al post precedente per stimolare la discussione sulla selezione degli investimenti. Ovviamente le seguenti sono solo le mie opinioni personali.
Come spesso succede, è più facile andare per esclusione e cominciare da cosa non faccio.
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lunedì 14 gennaio 2019
venerdì 5 giugno 2015
Contest: "Blind stock valuation"
Follow-up del post precedente, e più un esperimento che una gara.
Come detto il processo di stock picking è composto da due attività distinte: la valutazione e la selezione di uno specifico investimento. Purtroppo, come succede quando si incontra una persona per la prima volta, la decisione se ci piace o meno è spesso dettata dall’impressione immediata che abbiamo: quel sentimento (di pancia?) che l’azienda X è amata/odiata dagli investitori, gestita bene/male, a bassa/alta crescita, ad elevato potenziale/con nessun futuro, … Quello che facciamo è stabilire sul momento se l’azienda in questione è “buona” o “cattiva”.
Come detto il processo di stock picking è composto da due attività distinte: la valutazione e la selezione di uno specifico investimento. Purtroppo, come succede quando si incontra una persona per la prima volta, la decisione se ci piace o meno è spesso dettata dall’impressione immediata che abbiamo: quel sentimento (di pancia?) che l’azienda X è amata/odiata dagli investitori, gestita bene/male, a bassa/alta crescita, ad elevato potenziale/con nessun futuro, … Quello che facciamo è stabilire sul momento se l’azienda in questione è “buona” o “cattiva”.
lunedì 1 giugno 2015
Stock picking: arte o scienza?
“100% of the information you have about any business reflects the past, and 100% of the value of that business depends on the future” (Bill Miller)La risposta alla domanda nel titolo sembra ovvia: per chiunque faccia stock picking, selezionare un’azione è un’arte!
“Everybody on Wall Street is so smart that their brilliance offsets each other. And that whatever they know is already reflected in the level of stock prices, pretty much, and consequently, what happens in the future represents what they don’t know.” (Charles Brandes)
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