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mercoledì 20 giugno 2018

“Bond yields up, stocks down”: right?

“Se rinasco, voglio reincarnarmi nel mercato obbligazionario: così posso spaventare tutti” (James Carville, consigliere di Bill Clinton)

Anni di bassi tassi d’interesse, in parte dovuti a trend strutturali di lungo periodo (cambiamenti demografici, bassa produttività) ma anche e soprattutto alle politiche delle banche centrali, hanno portato alla compressione dei premi al rischio su tutta la struttura del capitale.

La seconda parte dell’equazione potrebbe essere vicina alla fine, con la Fed che la scorsa settimana ha alzato i tassi di un ulteriore 0,25% (ed indicato che ci saranno molto probabilmente altri due rialzi nel corso dell’anno) e la BCE che ha annunciato la fine del programma di QE a partire da dicembre.


mercoledì 6 luglio 2016

Cosa è successo finora nel 2016

Un grafico per riassumere l’andamento di alcune asset classes nei primi sei mesi dell’anno.

In campo azionario, i migliori investimenti sono stati in quei settori/mercati che avevano sofferto nel 2015 (Brasile, energia, oltre a tutte le commodities); all’altro estremo, stanno andando male quelli che invece avevano brillato lo scorso anno (Italia, Francia, Germania, finanziari). Forse a sorpresa, regge bene UK, almeno in valuta locale: la svalutazione della sterlina ha invece detratto dalla performance per gli investitori globali.

giovedì 12 febbraio 2015

Rendimenti nominali negativi: chi è “l’idiota” che compra queste obbligazioni?

Come tutti ormai sanno, i rendimenti offerti dai mercati obbligazionari sono prossimi allo zero, se non addirittura negativi in termini nominali per i titoli di stato di quei paesi considerati più affidabili: non solo la Germania, ma anche i titoli di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Olanda, Svizzera e Svezia offrono oggi un rendimento atteso (yield to maturity, YTM) negativo, in genere per le scadenze più vicine ma in alcuni casi anche per bond a 7-10 anni. Un po’ più sorprendente è che anche alcuni titoli corporate, come ad esempio le obbligazioni Nestlè, siano nella stessa situazione. 

martedì 28 ottobre 2014

Analisi macroeconomica (II): Equity Risk Premium

Il premio per il rischio azionario (equity risk premium - ERP) è “il rendimento aggiuntivo che il mercato azionario offre rispetto ad un investimento privo di rischio”, ovvero il premio che un investitore riceve (o per lo meno vorrebbe ricevere) come compenso per assumersi maggiori rischi. Fin qui tutto facile: nei corsi di finanza di base viene infatti insegnato che “maggior rischio = maggior rendimento (atteso)”.

lunedì 7 aprile 2014

Quando un P/E non è uguale ad un altro P/E

Continua la diatriba sulla sopravalutazione (o meno) dei mercati azionari, già discussa in un precedente post sul significato del CAPE.

Molti investitori famosi sono al momento abbastanza negativi sulle prospettive dei mercati azionari (su tutti, Seth Klarman), ed anche se non si spingono a prevedere un crollo imminente (non è assolutamente nella loro natura fare scelte di market timing), hanno comunque aumentato significativamente la percentuale di liquidità nei loro fondi.