Terzo anno di performance negativa negli ultimi 5, anche se “meno peggio” del 2020: nel 2022 il rendimento è stato infatti di -10,8%. Minima soddisfazione per aver fatto meglio del benchmark di riferimento (-15,4%) e dei principali mercati europei e americani. [Ricordo che il rendimento dell’indice è misurato come gross return, ovvero include il reinvestimento dei dividendi al massimo livello possibile per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, mentre il portafoglio include sia la tassazione su dividendi (che non sono reinvestiti) che sui capital gains].
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mercoledì 4 gennaio 2023
lunedì 4 luglio 2022
Aggiornamento portafoglio: H1 2022
È di nuovo il momento di tirare le somme sulla performance del portafoglio.
La prima parte del 2022 è stato un altro periodo difficile (-11,1% la performance nel primo semestre): meglio del benchmark di riferimento (-18,3%), ma niente per il quale rallegrarsi. Con l’inflazione a 7%-8%, il benchmark secondario è ormai inarrivabile…
La prima parte del 2022 è stato un altro periodo difficile (-11,1% la performance nel primo semestre): meglio del benchmark di riferimento (-18,3%), ma niente per il quale rallegrarsi. Con l’inflazione a 7%-8%, il benchmark secondario è ormai inarrivabile…
lunedì 4 aprile 2022
Aggiornamento portafoglio small/mid-caps
Un veloce aggiornamento sul portafoglio in quanto ci sono stati alcuni cambiamenti nella sua composizione. Come già anticipato, le analisi dei singoli titoli (sia quelli che posseggo che altri che ho solo guardato) sono adesso su Substack.
La performance è stata tutto sommato accettabile (-0,3%) considerando quello che è successo da inizio anno (il benchmak è infatti sceso nei primi tre mesi di -8,0%).
La performance è stata tutto sommato accettabile (-0,3%) considerando quello che è successo da inizio anno (il benchmak è infatti sceso nei primi tre mesi di -8,0%).
martedì 4 gennaio 2022
Performance portafoglio 2021
Ok, è di nuovo quel momento dell’anno nel quale confessare gli errori commessi negli ultimi 12 mesi…
Il 2021 è stato tutto sommato positivo (+15,9%) e superiore al mio obiettivo di lungo termine (inflazione +10%: nonostante il rapido aumento di quest’ultima questo benchmark ha chiuso a +13,3%). Ma peggio per il terzo anno consecutivo di MSCI EMU Small/Mid-caps (+19,5%, per una sottoperformance di -3.7%). MSCI Europe Large/Mid Cap ha fatto ancora meglio, +26%.
Il 2021 è stato tutto sommato positivo (+15,9%) e superiore al mio obiettivo di lungo termine (inflazione +10%: nonostante il rapido aumento di quest’ultima questo benchmark ha chiuso a +13,3%). Ma peggio per il terzo anno consecutivo di MSCI EMU Small/Mid-caps (+19,5%, per una sottoperformance di -3.7%). MSCI Europe Large/Mid Cap ha fatto ancora meglio, +26%.
giovedì 8 luglio 2021
Performance portafoglio primo semestre 2021
Anche se positivo, il primo semestre del 2021 ha visto di nuovo una sottoperformance del portafoglio (+12,3%) rispetto al benchmark (MSCI EMU Small/Mid Caps +13,5%), anche se la differenza è in gran parte attribuibile alla liquidità (~9%). [Ricordo che il rendimento dell’indice è gross return, ovvero include il reinvestimento dei dividendi al massimo livello possibile per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, mentre il portafoglio include sia la tassazione su dividendi (che non sono reinvestiti ma si accumulano in liquidità) che sui capital gains.]
martedì 5 gennaio 2021
Performance portafoglio 2020: “Apocalypse Now - Redux”
Ho provato a rinviare di qualche giorno ma alla fine è arrivato il momento di affrontare la “walk of shame”: l’unico modo per definire la performance del portafoglio è infatti come disastrosa, con un fragoroso -21% (!!!) rispetto al +5% del benchmark di riferimento (MSCI EMU Small/Mid-caps). E tutto questo nonostante durante lo scorso anno la liquidità sia stata tra 8% e 10%. [A parziale consolazione, il Renaissance Institutional Equities Fund di Jim Simons – che non è però il fondo principale quando la versione per clienti - ha registrato un bel -31%].
venerdì 3 luglio 2020
Performance portafoglio primo semestre 2020: “Apocalypse Now”
Definire il 2020 fino ad oggi un disastro è un eufemismo: il portafoglio ha registrato nei primi 6 mesi un bel -25% rispetto a -12% per il benchmark. [Ricordo che il rendimento dell’indice è gross return, ovvero include il reinvestimento dei dividendi al massimo livello possibile per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, mentre il portafoglio include sia la tassazione su dividendi (che non sono reinvestiti ma si accumulano in liquidità) che sui capital gains.]
Non un singolo titolo è in positivo, il migliore (Bakkafrost) ha perso -7% in valuta locale: l’esposizione valutaria ha sottratto qualcosa al rendimento (EUR si è apprezzato in particolare rispetto a NOK e GBP), ma non è certo questo che ha determinato la performance mediocre.
Non un singolo titolo è in positivo, il migliore (Bakkafrost) ha perso -7% in valuta locale: l’esposizione valutaria ha sottratto qualcosa al rendimento (EUR si è apprezzato in particolare rispetto a NOK e GBP), ma non è certo questo che ha determinato la performance mediocre.
martedì 7 gennaio 2020
Performance portafoglio: cosa ho imparato nel 2019
Anno positivo per il portafoglio (+17,7%: nei 6 anni di esistenza solo il 2018 è stato negativo), ma ben lontano dai risultati di MSCI EMU Small/Mid caps (+28,3%).
Le spiegazioni di questo primo vero periodo di sottoperformance (-10,5%: doveva accadere, ed è meglio che sia successo quando il mercato fa +30% piuttosto che quando fa -20%) sono relativamente semplici:
Le spiegazioni di questo primo vero periodo di sottoperformance (-10,5%: doveva accadere, ed è meglio che sia successo quando il mercato fa +30% piuttosto che quando fa -20%) sono relativamente semplici:
- Con un peso medio nel corso dell’anno di 8%, in un mercato che sale di 30% questo è di per sé un drag di almeno 2%.
- Errori di selezione: non solo 6 titoli (su 19) hanno avuto un rendimento negativo in un mercato in forte aumento, ma altri 5 han restituito meno di +6%. Oltre metà portafoglio è stata mediocre, e la performance aggregata è stata “salvata” da pochi, eccezionali titoli.
- La generale, perdurante debolezza delle strategie value.
lunedì 8 luglio 2019
“Back from fishing”: aggiornamento portafoglio, alcune vendite ed alcuni acquisti (all-in sulla Germania)
Dopo un lungo periodo di assenza, un aggiornamento sull’andamento del portafoglio.
Grazie al rimbalzo dei mercati, la prima metà dell’anno è stata molto positiva (+10,1%), ma ben al di sotto del benchmark di riferimento (MSCI EMU Small/Mid caps +16,6%). Come si può vedere nella tabella sottostante, il portafoglio ha sotto-performato in ogni singolo mese con l’eccezione di maggio: in parte per la liquidità (allocazione media di 9%), in parte per le caratteristiche del portafoglio, che tende a rimanere indietro in mercati in rapida ripresa ed a tenere meglio quando questi precipitano (come successo a maggio). Non contiene praticamente niente che sia tech, e questo è il settore che - nel bene o nel male - ha determinato l’andamento dei mercati negli ultimi tempi.
Grazie al rimbalzo dei mercati, la prima metà dell’anno è stata molto positiva (+10,1%), ma ben al di sotto del benchmark di riferimento (MSCI EMU Small/Mid caps +16,6%). Come si può vedere nella tabella sottostante, il portafoglio ha sotto-performato in ogni singolo mese con l’eccezione di maggio: in parte per la liquidità (allocazione media di 9%), in parte per le caratteristiche del portafoglio, che tende a rimanere indietro in mercati in rapida ripresa ed a tenere meglio quando questi precipitano (come successo a maggio). Non contiene praticamente niente che sia tech, e questo è il settore che - nel bene o nel male - ha determinato l’andamento dei mercati negli ultimi tempi.
venerdì 4 gennaio 2019
Performance portafoglio 2018 (e considerazioni sul blog)
Quello appena chiuso è stato un anno negativo per il portafoglio (-4,7%), con un bel -11% generato nei soli ultimi tre mesi: è una magra consolazione che il benchmark di riferimento, MSCI EMU Small/Mid caps, abbia fatto molto peggio (-15,4%). A titolo di esempio, MSCI Europe Small/Mid caps ha fatto un po’ meglio, -13,9%, mentre MSCI World Small/Mid caps (composto per quasi 70% da US e Giappone) è stato comunque negativo per -8,8%.
[Nota 1: il rendimento dell’indice è gross return, ovvero secondo la metodologia di MSCI calcolato reinvestendo il massimo livello possibile dei dividendi per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, ma senza altre tasse come withholding per non-residenti (come è invece in net return); allo stesso modo il portafoglio include la tassazione su dividendi e capital gains, ma i dividendi non sono reinvestiti e la liquidità rende zero.]
[Nota 1: il rendimento dell’indice è gross return, ovvero secondo la metodologia di MSCI calcolato reinvestendo il massimo livello possibile dei dividendi per un residente nel paese di domicilio dell’azienda che lo paga, ma senza altre tasse come withholding per non-residenti (come è invece in net return); allo stesso modo il portafoglio include la tassazione su dividendi e capital gains, ma i dividendi non sono reinvestiti e la liquidità rende zero.]
martedì 3 luglio 2018
Performance portafoglio: primo semestre 2018
La prima metà dell’anno è stata positiva, con un rendimento di +7,6% (rispetto a +0,2% per il benchmark “classico” MSCI EMU Small/Mid caps ed a +5,9% per quello più corretto di Inflazione + 10%), in parte dovuto all’apprezzamento dei titoli denominati in valute diverse da EUR.
mercoledì 3 gennaio 2018
Performance portafoglio 2017 (e considerazioni sparse sul blog)
Anno migliore del precedente per il portafoglio, con una performance complessiva di +21,5%, appena sotto il +21,8% di MSCI EMU Small/Mid caps nonostante oggi sia composto al 45% da titoli non denominati in EUR (zero per il benchmark): CHF (-8%), USD (-12%), GBP (-4%) e NOK (-8%) si sono tutte deprezzate. [Vale la solita nota: questi titoli sono denominati in queste valute, ma la loro reale esposizione è diversa, così come per l’indice.]
mercoledì 5 luglio 2017
Performance portafoglio: primo semestre 2017
Buona performance del portafoglio nei primi sei mesi dell’anno (+12,4%), che porta la performance cumulata da inizio 2014 a +71,3%. Il risultato parziale è stato leggermente inferiore al benchmark (MSCI EMU Small/Mid-caps, +13,1%) soprattutto per l’esposizione valutaria non-euro degli ultimi acquisti.
mercoledì 4 gennaio 2017
Performance portafoglio 2016
Anno non certo memorabile per il portafoglio “modello”: includendo le posizioni vendute a giugno e novembre, la performance effettiva – solo variazione di prezzo - è stata di +2,7% rispetto a +1,7% per l’indice MSCI EMU Small/Mid caps. Comunque nemmeno da disprezzare troppo, considerando che ha mantenuto una liquidità media negli ultimi 6 mesi del 16% (oggi è al 21%). [Nota #1: il portafoglio ha anche circa 10% di esposizione diretta a titoli denominati in GBP (zero per il benchmark), che si è svalutata rispetto a EUR: l’esposizione “reale” del portafoglio alla sterlina è tuttavia ben diversa, così come per l’indice di riferimento.]
mercoledì 6 luglio 2016
Cosa è successo finora nel 2016
Un grafico per riassumere l’andamento di alcune asset classes nei primi sei mesi dell’anno.
In campo azionario, i migliori investimenti sono stati in quei settori/mercati che avevano sofferto nel 2015 (Brasile, energia, oltre a tutte le commodities); all’altro estremo, stanno andando male quelli che invece avevano brillato lo scorso anno (Italia, Francia, Germania, finanziari). Forse a sorpresa, regge bene UK, almeno in valuta locale: la svalutazione della sterlina ha invece detratto dalla performance per gli investitori globali.
In campo azionario, i migliori investimenti sono stati in quei settori/mercati che avevano sofferto nel 2015 (Brasile, energia, oltre a tutte le commodities); all’altro estremo, stanno andando male quelli che invece avevano brillato lo scorso anno (Italia, Francia, Germania, finanziari). Forse a sorpresa, regge bene UK, almeno in valuta locale: la svalutazione della sterlina ha invece detratto dalla performance per gli investitori globali.
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lunedì 4 luglio 2016
Performance primo semestre 2016 ed aggiornamento portafoglio
È l’ora di bilanci per il portafoglio “ipotetico” iniziato nel 2014, soprattutto dopo un periodo caratterizzato da qualche sorpresa. Ricordo che la filosofia è di investire in small/mid-caps con buoni fondamentali ma spesso ignorate dal sell-side, con l’obiettivo di mantenerle per 2-5 anni e basso turnover. Il portafoglio è “attivo”, ma non “gestito”, nel senso che viene aggiornato solo sporadicamente (l’ultimo cambiamento è stato l’inserimento di BETT lo scorso febbraio, altre modifiche sono discusse più sotto).
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