lunedì 18 luglio 2016

“Priceless”

In senso stretto, “Priceless: the hidden psychology of value” non è un libro sugli investimenti (dello stesso autore preferisco Fortune’s formula), quanto piuttosto una panoramica su come le persone reagiscono alla variabile più persuasiva che esista (il prezzo, appunto) e sulle strategie messe in atto da casino, supermercati, esperti di marketing, etc…, per massimizzare i profitti. Molte delle considerazioni contenute nel libro possono però essere estese dai mercati dei beni fisici ai mercati finanziari.

mercoledì 6 luglio 2016

Cosa è successo finora nel 2016

Un grafico per riassumere l’andamento di alcune asset classes nei primi sei mesi dell’anno.

In campo azionario, i migliori investimenti sono stati in quei settori/mercati che avevano sofferto nel 2015 (Brasile, energia, oltre a tutte le commodities); all’altro estremo, stanno andando male quelli che invece avevano brillato lo scorso anno (Italia, Francia, Germania, finanziari). Forse a sorpresa, regge bene UK, almeno in valuta locale: la svalutazione della sterlina ha invece detratto dalla performance per gli investitori globali.

lunedì 4 luglio 2016

Performance primo semestre 2016 ed aggiornamento portafoglio

È l’ora di bilanci per il portafoglio “ipotetico” iniziato nel 2014, soprattutto dopo un periodo caratterizzato da qualche sorpresa. Ricordo che la filosofia è di investire in small/mid-caps con buoni fondamentali ma spesso ignorate dal sell-side, con l’obiettivo di mantenerle per 2-5 anni e basso turnover. Il portafoglio è “attivo”, ma non “gestito”, nel senso che viene aggiornato solo sporadicamente (l’ultimo cambiamento è stato l’inserimento di BETT lo scorso febbraio, altre modifiche sono discusse più sotto).

lunedì 27 giugno 2016

Brexit e banche italiane

L’impatto del voto inglese si è fatto sentire soprattutto sul continente, con le principali banche italiane che hanno perso tutte oltre 20% in un solo giorno: Popolare Emilia Romagna -25%, Popolare Milano -24%, Unicredit -24%, Banco Popolare -23%, Intesa -23%, Mediobanca -21%, UBI -21%. A fronte di questo, le banche inglesi hanno perso “relativamente” meno: HSBC (-1%) e Standard Chartered (-3%) perché più globali e focalizzate sui mercati emergenti, mentre Barclays (-18%) e Lloyds (-21%) sono più domestiche.

venerdì 24 giugno 2016

“No one knows what will happen”

Contrariamente a quello che potrebbe sembrare, questo è un messaggio positivo.

Il seguente memorandum è stato preparato dagli analisti del Pentagono per George W. Bush ad inizio 2011.