Un anno fa avevo analizzato Boiron: con il prezzo attorno a €60 la mia conclusione era stata: “È a buon mercato solo se si assume una reversion verso gli utili degli ultimi 5 anni. Per il momento preferisco aspettare, e riconsiderarla se dovesse scendere sotto €40.” Poiché il prezzo ha continuato a scendere, può essere diventata un’occasione?
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venerdì 12 luglio 2019
martedì 18 settembre 2018
Boiron: bene ma non benissimo...
Boiron (BOI:FP) è un’azienda francese fondata quasi un secolo fa e specializzata nella medicina omeopatica. Presente in oltre 50 paesi, il suo fatturato è suddiviso 50/50 tra medicinali generici (non-proprietary homeopatic medicines: quelli tipicamente prescritti da un medico omeopata in base alle caratteristiche del singolo paziente) e medicinali “speciali” (OTC family medication specialties: prodotti sviluppati da Boiron a marchio proprio, generalmente prescritti dal medico di famiglia o dai farmacisti). Per una veloce introduzione all’omeopatia può essere sufficiente la scheda di Wikipedia, incluso il disclaimer iniziale. Per maggiori informazioni esiste la European Coalition on Homeopathic & Anthroposophic Medicinal Products.
[Nota: questo non è un post sull’efficacia o meno delle cure omeopatiche, poiché non ho alcun interesse né a promuoverle né a denigrarle. Se però mi permettete una battuta: “Senza l’omeopatia ci vuole una settimana a guarire dal raffreddore; con l’omeopatia servono solo sette giorni”.]
[Nota: questo non è un post sull’efficacia o meno delle cure omeopatiche, poiché non ho alcun interesse né a promuoverle né a denigrarle. Se però mi permettete una battuta: “Senza l’omeopatia ci vuole una settimana a guarire dal raffreddore; con l’omeopatia servono solo sette giorni”.]
mercoledì 31 maggio 2017
Special situation: Actelion spin-off
Lo scorso 26 gennaio Johnson & Johnson (JNJ US) ha annunciato l’acquisizione della società svizzera di biotecnologie Actelion (ATLN SW) per $30 miliardi, pari a $280 ad azione. L’operazione, che dovrebbe completarsi entro il mese di giugno, è già stata approvata dagli azionisti di Actelion: al momento di scrivere ATLN tratta a CHF 275 (equivalenti a $281,5) e quindi non vi è la possibilità di fare un arbitraggio.
venerdì 25 novembre 2016
Novo Nordisk: cosa è successo?
Novo Nordisk (NOVOB DK) è il maggior produttore mondiale di insulina per la cura del diabete.
Dopo aver offerto un rendimento di quasi 22% l’anno su due decadi, da inizio anno il titolo ha perso il 45% (da DKK 400 a DKK 225) ed il 20% da quando ha annunciato i risultati dei primi 9 mesi. I problemi sembrano venire principalmente dal mercato americano, ma non solo: a settembre il CEO ha annunciato a sorpresa il suo pensionamento anticipato.
Dopo aver offerto un rendimento di quasi 22% l’anno su due decadi, da inizio anno il titolo ha perso il 45% (da DKK 400 a DKK 225) ed il 20% da quando ha annunciato i risultati dei primi 9 mesi. I problemi sembrano venire principalmente dal mercato americano, ma non solo: a settembre il CEO ha annunciato a sorpresa il suo pensionamento anticipato.
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mercoledì 14 gennaio 2015
Petrolio: winners & losers
La recente debolezza (eufemismo) di molte materie prime – in particolare quelle energetiche ed alcuni metalli industriali – ha avuto un significativo impatto sulle azioni delle industrie che da queste dipendono.
Tutti coloro che affermano che prezzi più bassi saranno una manna per le economie occidentali (ed alcuni emergenti) che sono importatori di petrolio non hanno capito che questo non garantisce automaticamente un aumento della domanda e dei consumi. I margini di profitto potrebbero migliorare temporaneamente in alcuni settori (ad esempio quello manifatturiero), ma se questo porta nel medio periodo ad una guerra di prezzi su tutti i fronti, quello che finiamo per ottenere è una spirale deflativa che minaccia i salari e soprattutto il debito.
Tutti coloro che affermano che prezzi più bassi saranno una manna per le economie occidentali (ed alcuni emergenti) che sono importatori di petrolio non hanno capito che questo non garantisce automaticamente un aumento della domanda e dei consumi. I margini di profitto potrebbero migliorare temporaneamente in alcuni settori (ad esempio quello manifatturiero), ma se questo porta nel medio periodo ad una guerra di prezzi su tutti i fronti, quello che finiamo per ottenere è una spirale deflativa che minaccia i salari e soprattutto il debito.
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