La storia recente di Deutsche Bank (DBK:GR) è ben nota: dal tentativo di competere con le migliori investment bank americane ai problemi sul mercato domestico e vari scandali (riciclaggio, collusione su Libor, violazione di sanzioni, … ).
Per anni si è detto che DB fosse “non-investibile”, una black box di difficile comprensione e con una cultura tossica che è costata oltre $10 miliardi in multe ed ancora di più in reputazione. Tuttavia, non si può ignorare l’andamento del prezzo di mercato, ai minimi dai tempi della riunificazione delle due Germanie.
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lunedì 9 settembre 2019
venerdì 5 febbraio 2016
Bad bank in salsa italiana: raffinata, ma insapore
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giovedì 7 gennaio 2016
Banche ed obbligazioni: una storia portoghese
Così come il “salvataggio” delle 4 banche italiane, negli ultimi giorni ha fatto scalpore una caso analogo (o peggiore?) avvenuto in Portogallo.
La storia riguarda Novo Banco, creata come “good bank” dal salvataggio e conseguente smembramento della più grande banca lusitana, Banco Espirito Santo, nell’agosto 2014. L’idea era poi di fondere Novo Banco, apparentemente la parte sana ma poco capitalizzata, con un istituto più solido: il “Portuguese Resolution Fund” ha investito €4,9 miliardi, ma i rumours di mercato indicavano che le offerte pervenute al governo erano circa €2 miliardi inferiori e pertanto non sono state giudicate sufficienti.
La storia riguarda Novo Banco, creata come “good bank” dal salvataggio e conseguente smembramento della più grande banca lusitana, Banco Espirito Santo, nell’agosto 2014. L’idea era poi di fondere Novo Banco, apparentemente la parte sana ma poco capitalizzata, con un istituto più solido: il “Portuguese Resolution Fund” ha investito €4,9 miliardi, ma i rumours di mercato indicavano che le offerte pervenute al governo erano circa €2 miliardi inferiori e pertanto non sono state giudicate sufficienti.
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martedì 7 ottobre 2014
Investimenti alternativi (I) - Kennedy Wilson Europe Real Estate
Come già detto alla fine del post precedente, le migliori opportunità distressed sono al momento in Europa, soprattutto i non-performing loans (NPL) bancari. Le stime variano molto, ma si ritiene che le banche europee abbiano ancora circa €3,5 trilioni di attività non-core da dismettere, tra le quali €1 trilione di NPL.
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