Visualizzazione post con etichetta P/BV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta P/BV. Mostra tutti i post

mercoledì 10 marzo 2021

Azioni ed inflazione

“Inflation today is undoubtedly the greatest threat to one’s capital and we recommend the April 1 issue of Forbes which has an excellent article on this subject. It essentially states that many of the much-touted approaches to protect against inflation are traps, particularly for the uninitiated, in such areas as real estate, antiques, art and so on.” (aprile 1974)
“Inflation and the psychology which derives from it are largely responsible for the changes in demands made by owners (common stockholders) and by creditors (bondholders). Logic would seem to dictate that common stocks will find the going increasingly difficult at current or higher inflation and/or interest rates. We are mindful, however, that logic only works in the financial marketplace over long periods of time; in the short term, fear and hop tend to dominate the scene. (marzo 1981)”

lunedì 11 maggio 2020

Nuovo acquisto: Hiscox

Hiscox (HSX LN) è una società di assicurazione inglese, uno dei partecipanti al sindacato dei Lloyd’s e la cui fondazione risale al 1901. Presente in 14 paesi, offre i suoi servizi prevalentemente in Europa ed US.

Hiscox è quella che si definisce “specialist insurer”: non è un’assicurazione generalista, bensì si focalizza su quelle aree del mercato che le altre imprese trovano troppo complesse, troppo piccole o poco redditizie.

  1. Retail (54% dei premi lordi ma 73% di quelli netti): assicurazioni personali o commerciali per aziende medio-piccole in Europa, UK ed US
  2. London market (24% dei premi lordi, 19% di quelli netti): i business internazionali sotto l’egida dei Lloyd’s, include le linee danni per i settori marittimo, aereospaziale ed energia ma anche le linee “speciali” (rapimenti, terrorismo, attacchi cibernetici, …)
  3. Ri-assicurazione (22% dei premi lordi, 8% di quelli netti): condivisione dei risarcimenti con altri assicuratori sia nel settore danni che in quello healthcare.

giovedì 30 aprile 2020

Airlines

Questa tabella confronta il P/BV attuale di alcune aerolinee rispetto alle altre “crisi” recenti (GFC 2008, euro 2011: volevo ricostruire anche i valori al settembre 2001 ma non è stato possibile). Normalmente, multipli come EV/EBIT o anche EV/Sales sarebbe più indicativi, ma con fatturati ed utili in caduta verticale P/BV è l’unico che permette un confronto storico.

Nota: WIZZ, RYA e SIA chiudono l’anno fiscale a marzo, tutte le altre a dicembre.

martedì 26 novembre 2019

Inflazione e multipli: i mercati emergenti sono così a buon mercato come sembra?

Un’allocazione ai mercati azionari dei paesi emergenti è tipicamente consigliata su una tesi molto semplice: i migliori trend demografici ed economici di questi paesi, in aggiunta a miglioramenti nella governance, salute pubblica ed educazione, li rendono un investimento di lungo periodo superiore. 

A questa viene spesso aggiunta un’altra considerazione: i mercati emergenti sono molto meno costosi di quelli occidentali. In una recente ricerca, GMO afferma infatti:

“Broad emerging stocks look reasonably priced and are attractive relative to other markets. From the end of 2009 through June 2019, the MSCI Emerging CAPE ratio declined from 20x to 15x as compared to U.S. price multiples, which rose from an 18x CAPE to a lofty 29x.”
In realtà non è così semplice e non tutte queste ipotesi sono universalmente valide.

lunedì 9 settembre 2019

Deutsche Bank: finalmente investibile?

La storia recente di Deutsche Bank (DBK:GR) è ben nota: dal tentativo di competere con le migliori investment bank americane ai problemi sul mercato domestico e vari scandali (riciclaggio, collusione su Libor, violazione di sanzioni, … ).

Per anni si è detto che DB fosse “non-investibile”, una black box di difficile comprensione e con una cultura tossica che è costata oltre $10 miliardi in multe ed ancora di più in reputazione. Tuttavia, non si può ignorare l’andamento del prezzo di mercato, ai minimi dai tempi della riunificazione delle due Germanie.



martedì 5 febbraio 2019

Cattolica Assicurazioni: cosa ci ha visto Buffett?

Questa è una domanda retorica, visto che l’investimento è stato fatto da una delle aziende di Berkshire Hathaway, General Reinsurance, non direttamente da Buffett: ad ottobre 2017 GenRe ha acquistato il 9% della società venduto da Banca Popolare di Vicenza in liquidazione per circa €115 milioni (prezzo di acquisto di €7,35 rispetto a valori correnti attorno a €8,10).

Ma non vuole nemmeno essere arrogante, visto il track record e l’esperienza di BRK nel settore assicurativo. È piuttosto uno di quei casi nei quali qualcuno che conosce meglio l’azienda può aiutarmi a capire la tesi di lungo periodo: uno dei buoni propositi per il 2019 è proprio quello di discutere anche i work-in-progress, quando l’analisi non è ancora definitiva (in un senso o nell’altro) e magari trovare qualcuno con un’opinione differente.


giovedì 24 gennaio 2019

Metro Bank: un po’ di schadenfreude…

Schadenfreude: il piacere che deriva dalle sfortune degli altri

Metro Bank (MTRO:LN), già discussa un paio di anni fa, è una delle challenger banks nel sistema finanziario inglese. In realtà è molto diversa dalle dozzine di start-up che sono nate negli ultimi anni, molto più orientate alla tecnologia, alla condivisione ed all’offerta online: Metro Bank persegue al contrario una strategia vecchio stile basata sulle filiali (che sono chiamate stores) e sull’esperienza completa offerta al cliente. Come ben riportato da FT-Alphaville, è come una setta ed i suoi clienti sono dei veri e propri adepti.


venerdì 14 dicembre 2018

Aggiornamento portafoglio: Eurobank Ergasias (& Grivalia)

Un follow-up del post dello scorso anno sulle possibili opportunità in Grecia, dove indicavo le banche tra i settori con il potenziale migliore, anche se nel 2015 ero stato molto più scettico in due post qui e qui.

Qualcosa è cambiato, ed anche la mia opinione.


mercoledì 21 giugno 2017

Fondul Proprietatea

Fondul Proprietatea (FP/ LI) è un fondo chiuso creato nel 2005 in Romania le cui quote sono state distribuite alle vittime di espropri del precedente regime comunista: il fondo detiene infatti significative partecipazioni nelle principali aziende statali del paese. Gestito dal 2010 da Franklin Templeton (dal team diretto da Mark Mobius), è quotato a Bucarest dal 2011 e sul mercato londinese dal 2015 sotto forma di GDR (Global Depositary Receipt).

giovedì 25 maggio 2017

Value investing quantitativo

Un recente articolo pubblicato nel Financial Analyst Journal (“Facts about Formulaic Value Investing”, disponibile qui come working paper) analizza l’uso delle strategie sistematiche nel seguire un approccio di value investing. L’elemento caratteristico di queste strategie è che non cercano di identificare in maniera accurata il valore intrinseco di un titolo, quanto piuttosto di ordinarli in base ad alcuni parametri per investire solo in quelli che rientrano nei criteri prescelti.

venerdì 3 febbraio 2017

“Don’t be a yield pig” (III) – Exxon

Lo scorso settembre ho scritto un paio di post sulle oil majors (qui e qui), le cui conclusioni erano che il settore non sembrava così cheap come molti asseriscono, e che molte aziende avevano bisogno di prezzi del petrolio ben superiori per giustificare le loro valutazioni (all’epoca era attorno a $47, oggi è salito $53).

venerdì 28 ottobre 2016

Piquadro: eccellenza italiana a prezzi di saldo?

Piquadro (PQ:IM) è l’azienda italiana di pelletteria, principalmente valige, borse da viaggio e cartelle di alta gamma. I prodotti sono venduti sia attraverso 58 negozi monomarca gestiti direttamente (directly-operated stores, DOS) che in 42 negozi multimarca.

lunedì 26 settembre 2016

“Don’t be a yield pig” (II) – Oil majors

Alcune precisazioni sul post precedente. Il riferimento alla sostenibilità dei dividendi delle oil majors era da intendersi nel contesto della metrica utilizzata da GMO, non in senso assoluto. Ho utilizzato l’esempio di Royal Dutch Shell perché con una capitalizzazione di $200 miliardi ed uno dei dividend yield più alti è in un certo senso rappresentativa del settore, non perché abbia una qualche intuizione particolare se il dividendo sarà tagliato o meno.

lunedì 19 settembre 2016

Perché le aziende energetiche non sono così a buon mercato come sembra

Uno degli argomenti più discussi negli ultimi giorni è stato un sempre interessante report di GMO (“An Investment Only a Mother Could Love: The Case for Natural Resource Equities”), e non è la prima volta che Jeremy Grantham si sbilancia sul settore delle risorse naturali.

martedì 22 marzo 2016

Growth vs. value

“Growth and value investing are joined at the hip (Warren Buffett)”

Gli ultimi due post mi hanno portato per l’ennesima volta a riflettere su come vengono descritte le strategie di value e growth investing.

La definizione “pigra” di value (growth) è infatti: “Comprare azioni che hanno bassi (alti) P/E o P/BV.” Anche se spesso utilizzata da vari database (assieme al dividend yield) per classificare un’azienda in un gruppo o nell’altro, è troppo semplicistica, ed occorre qualcosa di più preciso.

mercoledì 16 marzo 2016

Quantità or qualità? (II)

Riprendendo quanto introdotto nella prima parte:
  • nel lungo periodo le azioni value (definite come?!?) hanno performance migliori rispetto a quelle growth
  • comprare a bassi multipli incorpora automaticamente un margine di sicurezza
Se è così, perché nell’ultima decade l’indice MSCI World Growth ha battuto di oltre 40% MSCI World Value (cumulato)? E come mai alcuni value investors, anche famosi, hanno perso molti soldi, cominciando con banche e housing prima della crisi e proseguendo con energy & mining oggi, tutti titoli comprati a valutazioni molto contenute (almeno all’apparenza)?

lunedì 14 marzo 2016

Quantità or qualità? (I)

Ridotto ai minimi termini, investire significa comprare qualcosa il cui prezzo corrente è inferiore al suo valore intrinseco. Il problema è che possiamo conoscere il prezzo di un’azione in qualsiasi momento, ma non possiamo mai essere sicuri del suo reale valore perché il futuro è incerto.

Per questo motivo molti investitori (me compreso) gravitano attorno a criteri quantitativi: un’azienda che tratta ad un P/E di 10x è migliore di una a 15x, ed un P/E di 5x comincia a farci salivare.

sabato 2 gennaio 2016

mercoledì 4 novembre 2015

IPO di IBL Banca

È in corso (fino a 11 novembre) il collocamento delle azioni di IBL Banca, specializzata nel credito al consumo e cessione del quinto.

venerdì 8 maggio 2015

Banca Profilo: thanks, but no thanks

Inizio dalle conclusioni per meglio spiegare il titolo:
  • Molti investitori preferiscono ignorare le banche perché troppo rischiose o difficili da analizzare: questo è generalmente vero, le banche sono istituzioni ad elevata leva finanziaria e quindi prone a disastri. Tuttavia, non tutte sono così: per alcune il business è elementare e facile da capire.
  • Nonostante Banca Profilo non si sia salita assieme a tutto il settore finanziario italiano (performance di solo 6% da inizio anno, rispetto ad altre banche che sono salite di 20%-50% e più), l’azione non mi sembra particolarmente a buon mercato per un istituto interamente esposto sull’Italia.
  • È vero che altre private banks trattano a multipli superiori, ma si tratta di istituti con ben altra redditività.