Ashmore è un asset manager inglese focalizzato sui mercati emergenti già discusso nel 2014: le considerazioni sul suo business rimangono ancora oggi sostanzialmente valide.
La mia conclusione all’epoca era stata che un valore equo era attorno a £2,7 (con una valutazione molto semplicistica e conservativa: utili in aumento e multiplo più elevato potevano tranquillamente giustificare un valore intrinseco più alto), e che quindi preferivo aspettare: il prezzo è invero sceso fino a £2 - ma non ho comunque fatto niente – per poi risalire, seppur con molta volatilità, fino ai £3,7 odierni.
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mercoledì 26 settembre 2018
giovedì 25 maggio 2017
Value investing quantitativo
Un recente articolo pubblicato nel Financial Analyst Journal (“Facts about Formulaic Value Investing”, disponibile qui come working paper) analizza l’uso delle strategie sistematiche nel seguire un approccio di value investing. L’elemento caratteristico di queste strategie è che non cercano di identificare in maniera accurata il valore intrinseco di un titolo, quanto piuttosto di ordinarli in base ad alcuni parametri per investire solo in quelli che rientrano nei criteri prescelti.
lunedì 3 febbraio 2014
Pensieri sparsi del weekend: mercati emergenti e currency hedging
Mercati
emergenti
Qualche giorno fa ho pubblicato un post sui mercati
emergenti (Investire nei mercati emergenti e di frontiera).
Il timing della pubblicazione non voleva essere assolutamente in relazione con l’andamento
di questi mercati nell’ultimo mese, né tantomeno un’idea di market timing in un senso o nell’altro
(“Continuate a vendere, il crollo è solo
all’inizio!” oppure “I prezzi sono
scesi molto, è l’ora di cominciare a comprare!”): si è trattato di una
coincidenza, visto che ho cominciato a raccogliere i dati ed analizzare alcuni
dei titoli menzionati nel post addirittura la scorsa estate.
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