Una delle notizie più discusse delle ultime settimane sono stati i risultati di Kraft Heinz (KHC): impairment del goodwill per $15 miliardi, prezzo crollato di 27% in un giorno (Buffett ci ha rimesso oltre $4 miliardi!) e dividendo ridotto di un terzo. Cosa è successo esattamente è ben descritto in questo post del prof. Damodaran.
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martedì 26 marzo 2019
Consumer dividends
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giovedì 25 maggio 2017
Value investing quantitativo
Un recente articolo pubblicato nel Financial Analyst Journal (“Facts about Formulaic Value Investing”, disponibile qui come working paper) analizza l’uso delle strategie sistematiche nel seguire un approccio di value investing. L’elemento caratteristico di queste strategie è che non cercano di identificare in maniera accurata il valore intrinseco di un titolo, quanto piuttosto di ordinarli in base ad alcuni parametri per investire solo in quelli che rientrano nei criteri prescelti.
martedì 21 febbraio 2017
“Don’t be a yield pig” (IV) – Statoil & peak oil
Dopo Exxon, anche la norvegese Statoil ha annunciato grossi impairments con i risultati del 2016. Dall’articolo del Financial Times:
“Statoil lowered its long-term oil price outlook for Brent crude to $75 per barrel in 2020, from a previous forecast for $83, and $80 in 2030, compared with $100 before.
This forced the group to reduce the valuation of its oil and gas reserves, prompting the impairment which caused an unexpected fourth-quarter loss.”
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venerdì 3 febbraio 2017
“Don’t be a yield pig” (III) – Exxon
Lo scorso settembre ho scritto un paio di post sulle oil majors (qui e qui), le cui conclusioni erano che il settore non sembrava così cheap come molti asseriscono, e che molte aziende avevano bisogno di prezzi del petrolio ben superiori per giustificare le loro valutazioni (all’epoca era attorno a $47, oggi è salito $53).
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mercoledì 7 dicembre 2016
“Lesson (re)learned”: SunEdison
Può sembrare strano tornare su una storia di qualche mese fa, ma ho ritrovato alcuni appunti che avevo preso all’epoca ed è sempre utile rivisitare cosa è successo.
Per ricapitolare: dopo due anni di acquisizioni e crescita esponenziale, nel 2015 per SunEdison (SUNE) cominciarono i problemi che l’hanno portata lo scorso aprile ad entrare in Chapter 11 con $16 miliardi di debito a fronte di quasi $21 miliardi di attivi. [N.d.r.: questo dimostra ancora una volta la differenza tra valori contabili ed economici: il valore dei debiti è “certo” (se prendete a prestito 100, dovete restituire 100), mentre il valore degli assets è spesso soggettivo (a bilancio vale 100 in termini contabili ma solo 50 in termini economici).]
Per ricapitolare: dopo due anni di acquisizioni e crescita esponenziale, nel 2015 per SunEdison (SUNE) cominciarono i problemi che l’hanno portata lo scorso aprile ad entrare in Chapter 11 con $16 miliardi di debito a fronte di quasi $21 miliardi di attivi. [N.d.r.: questo dimostra ancora una volta la differenza tra valori contabili ed economici: il valore dei debiti è “certo” (se prendete a prestito 100, dovete restituire 100), mentre il valore degli assets è spesso soggettivo (a bilancio vale 100 in termini contabili ma solo 50 in termini economici).]
lunedì 26 settembre 2016
“Don’t be a yield pig” (II) – Oil majors
Alcune precisazioni sul post precedente. Il riferimento alla sostenibilità dei dividendi delle oil majors era da intendersi nel contesto della metrica utilizzata da GMO, non in senso assoluto. Ho utilizzato l’esempio di Royal Dutch Shell perché con una capitalizzazione di $200 miliardi ed uno dei dividend yield più alti è in un certo senso rappresentativa del settore, non perché abbia una qualche intuizione particolare se il dividendo sarà tagliato o meno.
giovedì 22 settembre 2016
“Don’t be a yield pig”: il caso delle MLP
Le Master Limited Partnership (MLP) sono limited partnership quotate su un mercato regolamentato (il titolo del post viene invece da un articolo di Seth Klarman del 1992).
Queste strutture sono molto popolari tra gli investitori retail (si stima che posseggano circa il 65% delle MLP quotate in Borsa), soprattutto per gli elevati dividendi che pagano: le loro distribuzioni sono quasi tre volte quello che offrono altri investimenti.
Queste strutture sono molto popolari tra gli investitori retail (si stima che posseggano circa il 65% delle MLP quotate in Borsa), soprattutto per gli elevati dividendi che pagano: le loro distribuzioni sono quasi tre volte quello che offrono altri investimenti.
lunedì 19 settembre 2016
Perché le aziende energetiche non sono così a buon mercato come sembra
Uno degli argomenti più discussi negli ultimi giorni è stato un sempre interessante report di GMO (“An Investment Only a Mother Could Love: The Case for Natural Resource Equities”), e non è la prima volta che Jeremy Grantham si sbilancia sul settore delle risorse naturali.
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sabato 2 gennaio 2016
Performance e valutazioni dei mercati azionari
Due tabelle per riassumere come sono andati i mercati azionari nel 2015 e quali sono le loro attuali valutazioni.
lunedì 13 aprile 2015
Aggiornamento portafoglio: KAS Bank
KAS Bank è una piccola banca olandese specializzata nei servizi di custodian per clienti istituzionali, soprattutto fondi pensione, ed è stata nel portafoglio fin dalla sua prima versione.
La tesi iniziale era basata sui seguenti punti:
La tesi iniziale era basata sui seguenti punti:
- Business model interessante con un basso profilo di rischio, essenziale in questo settore: il capitale Tier I è infatti superiore a 20%
- Valutazione contenuta perché gli utili e la redditività erano ad un “minimo ciclico”, ma con la possibilità di mean reversion
- Ottimo dividend yield e bassa correlazione con il resto del portafoglio
martedì 14 ottobre 2014
Adidas: un angelo caduto pronto a rialzarsi?
A seguito della rapida diminuzione del prezzo negli ultimi mesi (da oltre €90 ad inizio anno agli attuali €55), Adidas (ADS:GR) sembra essere diventata una delle azioni preferite da molti value investors.
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