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martedì 28 aprile 2020

Investire ai tempi del COVID-19 (cont.)

Altro post lungo, e di nuovo con più domande che certezze. Vale la solita premessa: non ho particolari competenze per determinare come si evolverà la situazione in termini di contagi e ripresa economica. In questi giorni tutti hanno la loro opinione e le scelte politiche preferite: da pessimista razionale (credo che la definizione sia di Munger) preferisco pianificare per una “seconda” e “terza” ondata (probabilmente inevitabili il prossimo inverno in mancanza di un vaccino sicuro). Ma per quanto riguarda tempi, modi, impatti, conseguenze, etc… è tutto assolutamente aleatorio. 

martedì 26 marzo 2019

Consumer dividends

Una delle notizie più discusse delle ultime settimane sono stati i risultati di Kraft Heinz (KHC): impairment del goodwill per $15 miliardi, prezzo crollato di 27% in un giorno (Buffett ci ha rimesso oltre $4 miliardi!) e dividendo ridotto di un terzo. Cosa è successo esattamente è ben descritto in questo post del prof. Damodaran.

martedì 21 febbraio 2017

“Don’t be a yield pig” (IV) – Statoil & peak oil

Dopo Exxon, anche la norvegese Statoil ha annunciato grossi impairments con i risultati del 2016. Dall’articolo del Financial Times: 
“Statoil lowered its long-term oil price outlook for Brent crude to $75 per barrel in 2020, from a previous forecast for $83, and $80 in 2030, compared with $100 before.

This forced the group to reduce the valuation of its oil and gas reserves, prompting the impairment which caused an unexpected fourth-quarter loss.”

venerdì 3 febbraio 2017

“Don’t be a yield pig” (III) – Exxon

Lo scorso settembre ho scritto un paio di post sulle oil majors (qui e qui), le cui conclusioni erano che il settore non sembrava così cheap come molti asseriscono, e che molte aziende avevano bisogno di prezzi del petrolio ben superiori per giustificare le loro valutazioni (all’epoca era attorno a $47, oggi è salito $53).

mercoledì 7 dicembre 2016

“Lesson (re)learned”: SunEdison

Può sembrare strano tornare su una storia di qualche mese fa, ma ho ritrovato alcuni appunti che avevo preso all’epoca ed è sempre utile rivisitare cosa è successo.

Per ricapitolare: dopo due anni di acquisizioni e crescita esponenziale, nel 2015 per SunEdison (SUNE) cominciarono i problemi che l’hanno portata lo scorso aprile ad entrare in Chapter 11 con $16 miliardi di debito a fronte di quasi $21 miliardi di attivi. [N.d.r.: questo dimostra ancora una volta la differenza tra valori contabili ed economici: il valore dei debiti è “certo” (se prendete a prestito 100, dovete restituire 100), mentre il valore degli assets è spesso soggettivo (a bilancio vale 100 in termini contabili ma solo 50 in termini economici).]

giovedì 22 settembre 2016

“Don’t be a yield pig”: il caso delle MLP

Le Master Limited Partnership (MLP) sono limited partnership quotate su un mercato regolamentato (il titolo del post viene invece da un articolo di Seth Klarman del 1992).

Queste strutture sono molto popolari tra gli investitori retail (si stima che posseggano circa il 65% delle MLP quotate in Borsa), soprattutto per gli elevati dividendi che pagano: le loro distribuzioni sono quasi tre volte quello che offrono altri investimenti.

martedì 3 febbraio 2015

Rendimenti dei mercati azionari (parte II)

La domanda che tutti continuano a porsi è: dopo alcuni anni di rendimenti positivi nei mercati azionari, cosa dobbiamo aspettarci da qui in avanti? Per chi è interessato ad una visione di lungo periodo, ripartiamo dal post precedente. 

Innanzitutto, facciamo una distinzione tra quello che possiamo aspettarci dal mercato in aggregato e dal portafoglio di stock-picking. Nel secondo caso i rendimenti sono (teoricamente) illimitati: si compra un’azione che va su del 20% in pochi mesi –molte lo fanno, in qualsiasi condizione economica -, si vende e si ripete il processo, garantendoci in maniera matematica di avere un rendimento del 50%+ all’anno senza problemi. Sappiamo però come questo sia difficile da fare, ed ancora di più da prevedere ex-ante.

martedì 16 settembre 2014

Aggiornamento su CNIM


CNIM Group è una delle aziende incluse nelle “14 idee per il 2014”.

Lo scorso 2 luglio l'azionista di maggioranza di CNIM (Soluni SA) ha acquistato le quote detenute da altri azionisti di minoranza storici della società, ad un prezzo di €105. Avendo superato la soglia del 50%, per legge ha dovuto offrire le stesse condizioni a tutti gli altri azionisti. In aggiunta, assieme all’offerta di acquisto, è stato proposto il pagamento di un dividendo straordinario di €30, che l’assemblea degli azionisti ha approvato lo scorso 8 settembre. Il titolo è andato ex-dividend giovedì 11 settembre, quindi venerdì 12 il prezzo è sceso di tale ammontare (il pagamento del dividendo sarà oggi, 16 settembre). Per questo motivo, anche il prezzo dell'offerta è stato abbassato a €75. CNIM aveva in effetti una enorme liquidità, che probabilmente non è necessaria alla gestione operativa ed era anche una delle principali attrattive dell’investimento.