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giovedì 7 novembre 2019

Don’t cry for me Argentina (continued...)

Sembra che qualcuno potrebbe finire (di nuovo!) per “piangere” per l’Argentina….

Da un articolo del Financial Times, “Bondholders warn Argentina not to make debt ‘uninvestable’”  

“Some of Argentina’s biggest bondholders say they are ready to negotiate with the incoming government led by Alberto Fernández over roughly $50bn they are owed in sovereign debt, but warn that too harsh a restructuring would make the country uninvestable.”

The group is pushing for a deal in which bondholders give the government more time to pay back its debts without so-called haircuts, or losses on the face value of the bonds — an approach previously endorsed by Mr Fernández. Investors see this as a good starting point, but warn there is a limit to what they will endure.

“If they attempt a major haircut or a deep restructuring on the debt like they did back in 2005, they are risking Argentina becoming really uninvestable,” said Carl Ross, a partner at fund manager GMO. “There may come a point where a lot of international bondholders may say there is no price at which they can own Argentina.”

giovedì 7 gennaio 2016

Banche ed obbligazioni: una storia portoghese

Così come il “salvataggio” delle 4 banche italiane, negli ultimi giorni ha fatto scalpore una caso analogo (o peggiore?) avvenuto in Portogallo.

La storia riguarda Novo Banco, creata come “good bank” dal salvataggio e conseguente smembramento della più grande banca lusitana, Banco Espirito Santo, nell’agosto 2014. L’idea era poi di fondere Novo Banco, apparentemente la parte sana ma poco capitalizzata, con un istituto più solido: il “Portuguese Resolution Fund” ha investito €4,9 miliardi, ma i rumours di mercato indicavano che le offerte pervenute al governo erano circa €2 miliardi inferiori e pertanto non sono state giudicate sufficienti.

giovedì 5 marzo 2015

Le obbligazioni greche e lo strano mondo di Mr. Kazarian

Con i continui sviluppi nella tragedia (o farsa?) greca, un articolo del New York Times merita sicuramente attenzione: Paul Kazarian, fondatore del fondo Japonica Partners, vi asserisce infatti che il debito netto della Grecia è in realtà solo un decimo (!) dei numeri ufficiali. Il suo fondo è uno dei maggiori possessori privati di obbligazioni greche, comprate a prezzi stracciati nel corso del 2012 (nel 2013 aveva stupito tutti la sua offerta pubblica di acquisto fino a quasi €3 miliardi di titoli al 45% del valore nominale ), sulle quali ha realizzato ad oggi ottimi guadagni, per lo meno sulla carta perché per il momento non ha ancora venduto.