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martedì 2 febbraio 2021

Bubble series (VI): “Books-A-Million”

Non riesco a smettere…

Da Panic di Michael Lewis, un (semi)classico che è sempre utile rileggere.

“How Net Fever Sent Shares of a Firm on 3-Day Joy Ride”

lunedì 23 dicembre 2019

20 anni fa

Ho trovato questa tabella con le valutazioni delle 20 principali large cap growth stocks al 31 marzo 1999, un anno prima dello scoppio della bolla Internet.

lunedì 28 ottobre 2019

Bolle, ieri ed oggi

Chi segue i mercati sa che l’euforia per gli unicorni sembra essere improvvisamente svanita: è quindi naturale fare un paragone con lo scoppio della bolla Internet alla fine degli anni 1990.

Allora come oggi, le aziende in questione hanno speso generosamente in marketing per attrarre nuovi clienti, ma non hanno mai trovato la strada per generare reali profitti. Sia nel 2000 che oggi si vantavano di poter cambiare il mondo, ma si sono accorte di aver finito i finito i soldi ben prima di riuscire nel loro intento. E, last but not least, in entrambi i periodi le valutazioni un tempo favolose si sono dimezzate nel giro di poche settimane.


martedì 2 gennaio 2018

“The great Beanie Baby bubble”

“The great Beanie Baby bubble” è una lettura veloce e divertente ma molto informativa sulla psicologia delle bolle.

Per chi come me non ne avesse mai sentito parlare prima (credo che pochi al di fuori degli US ne fossero a conoscenza), i Beanie Babies sono questi pupazzetti a forma di animali.

giovedì 17 settembre 2015

Bolla Tech (parte IV): Alibaba

Molto discussa in questi giorni è la situazione di Alibaba (BABA:US): dopo essere salita dai $68 dell’IPO fino a $115 (+70%), oggi è tornata su quei livelli ($67) per un calo di oltre 40% dal picco.

Ad aprire le danze è stato Barron’s con un articolo molto critico nel quale afferma che un ulteriore crollo del 50% è più probabile di una rapida risalita fino ai prezzi dello scorso anno: questo a causa soprattutto del rallentamento dell’economia cinese, dell’aumentata competizione nel mercato domestico dell’e-commerce e del fatto che la cultura e la corporate governance aziendali sono sempre più sotto la lente d’ingrandimento degli investitori. A questo si aggiunge il fatto che tra pochi giorni scade il periodo di lock-up seguente l’IPO: circa 1,6 miliardi delle 2,5 miliardi di azioni esistenti saranno disponibili per la vendita, mettendo ulteriore pressione ribassista al prezzo di mercato (anche se Alibaba ha fatto sapere che i possessori di 1,45 miliardi di azioni hanno promesso di non vendere e che è in programma un buyback da $4 miliardi, ovvero circa 60 milioni di azioni).

giovedì 27 agosto 2015

Bolla tech (parte III): Rocket Internet

Tra i compiti che avevo per le vacanze, mi ero ripromesso di analizzare Rocket Internet (RKET:GR) per vedere se l’euforia per il settore tecnologico non fosse limitata alla Silicon Valley ma si fosse estesa anche all’Europa. Come spesso succede, il mercato è stato più veloce di me, nonché più brutale: da febbraio il titolo è crollato di oltre il 50%, e del 20% nel solo mese di agosto.

giovedì 30 luglio 2015

Bolla tech (parte II): network effect

Un veloce follow-up al post precedente: ho trovato questo articolo di Scott Fearon nel quale fa notare che molto di quello che oggi è venduto agli investitori come high-tech è in realtà molto low-tech:
“But what seems different to me about the current tech boom is just how un-technological most of the players are. Uber lets you hail someone else’s car, AirBnB lets you sleep in someone else’s bed, and Snapchat lets teenagers erase naughty messages before their parents see them. It’s hard to see any significant technological moats around those ideas.”

giovedì 9 luglio 2015

Bolla tech? Don’t worry: Andreessen Horowitz dice che va tutto bene…

Dopo la Grecia e la Cina, uno degli argomenti più discussi delle ultime settimane è se vi sia una nuova bolla nel settore tech, soprattutto nei cosiddetti unicorns, ovvero start-up non ancora pubbliche ma che hanno già raggiunto una valutazione implicita di oltre $1 miliardo (quasi sempre senza aver ancora conseguito utili).

Fortunatamente, come riporta questo articolo, Andreessen Horowitz (AH) ci tranquillizza sul fatto che la situazione attuale è di gran lunga migliore della fine degli anni 1990. [AH è una delle più famose società di venture capital al mondo, avendo finanziato tra le tante Facebook, Twitter, Skype, Groupon, Pinterest e Airbnb; precedentemente, uno dei due fondatori, Marc Andreessen, aveva fondato Netscape. Per chi fosse interessato, lo slideshow della presentazione è disponibile qui.]